L’ultima speranza è la grazia del presidente al-Sisi. Nessy Guerra resta “prigioniera” in Egitto: prigioniera di una sentenza che la condanna a sei mesi per adulterio nei confronti del marito italiano di origine egiziana, Tamer Hamouda, a sua volta condannato in Italia per stalking, maltrattamenti e lesioni. La donna rischia di perdere anche l’affidamento della figlia di tre anni contesa tra i due genitori. L’udienza è fissata per il 3 giugno.
Sanremo
“Così mi toglieranno mia figlia”, il dramma di Nessy Guerra condannata per adulterio in Egitto
Errore tecnico?
«Siamo in attesa di ricevere la documentazione dei due processi di primo e secondo grado, quando l’avremo la metteremo a disposizione degli avvocati di fiducia dell’Ambasciata italiana, per capire se vi sia stato un errore tecnico o procedurale da parte dell’avvocato che ha seguito il caso in Egitto» afferma all’Adnkronos l’avvocato Agata Armanetti, legale di Nessy Guerra.
“Tajani prenda un aereo per riportarla in Italia”
Guerra in questo momento è latitante in Egitto insieme alla figlia avuta con Hamouda: «Se la trovano va in carcere», commenta Armanetti che subito dopo la sentenza aveva lanciato un appello al governo italiano affinché intervenisse per liberare Nessy Guerra e riportarla in Italia. A oggi però l’avvocato spiega che non c’è stato nessun passo in avanti: «I funzionari si sono messi a disposizione, ma quello che servirebbe è che al-Sisi conceda la grazia a Nessy e che il ministro degli Esteri Antonio Tajani prenda un aereo per riportarla in Italia, come già accaduto in altri paesi, penso a Ilaria Salis, a Cecilia Sala e a Chico Forti. La domanda a questo punto è: quanto interessano al governo le sorti di una madre accusata di un’assurdità come l’adulterio» dichiara ancora l’avvocato che ricorda un passaggio nella sentenza: «Il giudice ha scritto che la donna deve essere nella disponibilità del marito, come si fa a dire queste cose nel 2026?».
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“Così mi toglieranno mia figlia”, il dramma di Nessy Guerra condannata per adulterio in Egitto

Interpellato sull’argomento, Tajani ha detto nei giorni scorsi che «stiamo seguendo in maniera particolarmente attenta la vicenda, il nostro ambasciatore al Cairo ha seguito sia la mamma che la figlia, d’altronde c’è stata una sentenza di quel paese, vedremo cosa si potrà fare, sperando che nel terzo grado possa cambiare il giudizio, ma sono in Egitto e noi seguiamo comunque in modo costante».
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