Le amiche di Chiara ai carabinieri: “Usavano il suo pc, lei si lamentava”

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«Chiara era una persona tranquillissima, la classica brava ragazza». A ricordare la ventiseienne uccisa a martellate il 13 agosto del 2007 sono le sue amiche più intime sentite dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano nel corso delle nuove indagini che hanno portato ad accusare Andrea Sempio di averla uccisa, dopo il rifiuto di un approccio sessuale. Nessuna di loro ha mai sentito parlare dell’indagato o di altri uomini che potessero gravitare attorno alla vittima.

«Lei era molto innamorata di Alberto Stasi e tra loro non c’erano particolari problemi», ricostruisce la vicina di casa Maristella G. a cui la legava «un’amicizia nata dalla comune passione per i gatti». Erano «vari i nomignoli che usavano nella coppia… Lei lo chiamava affettuosamente “piccione”». Nessuna delle donne sentite conosceva personalmente gli amici del fratello Marco. Solo la vicina aveva raccolto in qualche occasione le «lamentele di Chiara» perché capitava che utilizzassero il suo computer. Nelle testimonianze non c’è traccia del presunto secondo cellulare della 26enne (all’epoca era circolata la voce che ne avesse due) e tutte raccontano l’estrema «riservatezza» di Chiara. «Ricordo che era molto gelosa di Alberto – ricostruisce l’ex collega di lavoro Cristina T. – Lui frequentava la Bocconi e in facoltà con lui c’erano alcune ragazze. Ricordo che in una circostanza, Chiara aveva sentito delle voci femminili in sottofondo e aveva chiesto chi fossero, Alberto diceva che non era nessuno e di tutta risposta Chiara gli attaccava il telefono in faccia».

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Nel frattempo, è iniziata la corsa contro il tempo della difesa di Sempio, che ha venti giorni per preparare consulenze e memorie da depositare alla procura diretta da Fabio Napoleone. «Da mesi, Sempio vive chiuso in casa a parte quando va a lavorare. L’ultima settimana l’ha passata o in studio da noi, o tumulato in casa e se esce trova i giornalisti, che fanno il loro lavoro. Quindi di fatto è già ai domiciliari, è una situazione molto difficile», sono le parole della sua avvocata e amica Angela Taccia, impegnata a Roma, dove il 38enne si è sottoposto agli esami per la consulenza personologica. «I tempi sono ristretti. Abbiamo recuperato tutto il materiale probatorio, documentale e informatico, e lo abbiamo distribuito tra i nostri vari consulenti. Andrea è tranquillo nel limite del possibile» conclude Taccia.

Sul fronte della richiesta di revisione della condanna a Stasi, da dieci anni a Bollate, la procura generale di Milano è già al lavoro sul materiale trasmesso dalla procura di Pavia. Ma prima di decidere come procedere ha già annunciato che avrà bisogno di chiedere ulteriori atti agli inquirenti.


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