Eurovision 2026, seconda semifinale folle a Vienna: Australia e Ucraina brillano, 5 Paesi eliminati

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La seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026 è stata una delle più imprevedibili degli ultimi anni. Tra ballate intense, pop elettronico e performance eccentriche, i quindici Paesi in gara si sono giocati gli ultimi dieci posti disponibili per la finale di sabato. Da notare che sul palco della Wiener Stadthalle saliranno anche Francia, Regno Unito e Austria, già qualificati rispettivamente come Big Five e Paese ospitante.

Bulgaria – Dara – “Bangaranga”
La serata si apre con un brano aggressivo e urban-pop, costruito per catturare subito l’attenzione. Dara porta energia ma l’impressione è che il pezzo possa dividere: il “bangaranbaranga” Suno l’avrebbe arrangiata meglio.

Azerbaijan – Jiva – “Just Go”
L’Azerbaijan punta su atmosfere elettroniche e una produzione classica più che eurovisiva. Il problema potrebbe essere proprio questo: la canzone non lascia il segno in mezzo a tante esibizioni che eccentriche

Romania – Alexandra Căpitănescu – “Choke Me”
Uno dei titoli più provocatori della serata accompagna una performance intensa e teatrale. Alexandra porta sul palco una ballata dark che si bea di una performance che boh.

Lussemburgo – Eva Marija – “Mother Nature”
Il Lussemburgo continua nel suo ritorno eurovisivo con una proposta delicata. “Mother Nature” ha sonorità eteree e un messaggio ambientalista piuttosto evidente. Manca l’esplosione finale.

Repubblica Ceca – Daniel Zizka – “Crossroads”
Rock elettronico e un ritornello radiofonico: la Repubblica Ceca presenta una delle canzoni più up to date della serata rispetto a quello che si ascolta nel nord Europa. Daniel Zizka ha una voce allenata e si sente.

Francia – Monroe – “Regarde!”
Pur essendo già qualificata alla finale, la Francia di Monroe punta tutto su un brano in piena tradizione chanson-pop francese. Raffinata, cinematografica (in realtà bene in un musical come Nôtre Dame de Paris). Pensata più per la giuria che per il televoto.

Armenia – Simón – “Paloma Rumba”
L’Armenia porta ritmi baltici e contaminazioni latine. Costruita per il palco più che per l’ascolto casuale. Simón si snbatte come un forsennato e personalità e vuoi vedere che diventa una delle sorprese della serata.

Svizzera – Veronica Fusaro – “Alice”
La Svizzera sceglie una strada sofisticata. “Alice” è uno slow tempo quasi da soundtrack cinematografica. Veronica Fusaro è credibile e questo potrebbe aiutarla a distinguersi. Certo la coreografia non c’azzecca nulla con la canzone ma qui ormai abbiamo perso il conto.

Cipro – Antigoni – “JALLA”
“Jalla” è probabilmente uno dei brani più immediati della semifinale: danza, colori e un ritornello pensato per restare in testa dopo un solo ascolto. In sala stampa un tripudio soprattutto per la cantante.

Austria – Cosmó – “Tanzschein”
Il Paese ospitante sceglie un brano electro-pop in tedesco con la coreografia studiata apposta per attirare l’attenzione di chi sta a casa e a voglia di ballare. Anche se l’Austria è già qualificata, lo statement è evidente. Peccato per la scelta dei costumi, una tragedia.

Lettonia – Atvara – “Ēnā”
La Lettonia propone una canzone più sperimentale e oscura rispetto alla media Eurovision. Non è immediata e peggio ancora, non ha personalità.

Danimarca – Søren Torpegaard Lund – “Før Vi Går Hjem”
Secondo molti bookmaker è uno dei favoriti della semifinale. La Danimarca punta su una ballata nordica emozionale ma accessibile. Søren ha presenza scenica e il brano cresce molto nel finale.

Australia – Delta Goodrem – “Eclipse”
L’Australia sceglie una star già affermata e punta su una performance molto internazionale. “Eclipse” è costruita come un grande anthem pop, potente vocalmente e pensato per il televoto. Delta Goodrem sembra una candidata concreta alla top 3 della finale.

Ucraina – Leleka – “Ridnym”
L’Ucraina continua a portare all’Eurovision un’identità fortissima. “Ridnym” unisce folk tradizionale e produzione pop dove il sottotesto non si nasconde dietro una guerra che è in corso. La componente emotiva fa la differenza.

Regno Unito – Look Mum No Computer – “Eins, Zwei, Drei”
Il Regno Unito abbandona le formule classiche e sceglie qualcosa di completamente folle e fuori dagli schemi. Il desiderio è quello di non prendere i soliti ”zero voti” degli ultimi anni. Un caos techno-industriale incomprensibile.

Albania – Alis – “Nân”
L’Albania resta fedele alla propria tradizione di ballate intense. “Nân” è un qualcosa che non si capisce se vuole essere l’ennesima boiata epica o cosa. La mamma addolorata sul palco si sta struggendo per il figlio e pensa «ma chi me lo ha fatto fare»?

Malta – AIDAN – “Bella”
Aidan (tricologicamente un Marrazzo da giovane) propone un brano con l’italiano “bella che bella” costruito per conquistarci. Malta punta sull’effetto tormentone e per qualcuno potrebbe essere uno dei guilty pleasure della serata.

Norvegia – Jonas Lovv – “YA YA YA”
La Norvegia punta sull’immediatezza di “Ya Ya Ya” fatta per esplodere nell’arena e così è anche tra i tanti inviati a Vienna.

In ogni caso anche la seconda semifinale termina con la votazione che comunica gli eliminati che tornano a casa. Saluti e abbracci a: Azerbaijan, Lussemburgo, Armenia, Svizzera e Lettonia.

A questo punto domani giornata di prove generali per i venticinque finalisti ai quali la giuria darà il voto che vedremo espresso in televisione. Per spiegare meglio. I giurati, che ogni nazione deve tenere segreti e dei quali non si conoscono i nomi, voteranno sull’esibizione della prova generale (tanto è vero che viene chiamata Jury Show) del venerdì.

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