«Sei stata la donna di tutti – e poi aggiunge – politicamente parlando». E’ questa la frase che il consigliere al Comune di Palermo Dario Chinnici si sarebbe rivolto alla collega di opposizione Giulia Argiroffi durante una conferenza dei capigruppo. Una frase che ha subito provocato una levata di scudi.
«Una frase inaccettabile che ha fatto scatenare l’ira di tutti quelli che erano al tavolo – dice il deputato all’Ars e leader di Controcorrente Ismaele La Vardera – Un consigliere comunale, in quota sindaco, non può e non deve affermare una cosa simile. Condanniamo fermamente questo gesto che non fa altro che dimostrare la caratura di questo ominicchio politico. Una frase di una gravità inaudita che il sindaco Lagalla non può lasciare passare, considerato che è il riferimento politico in consiglio comunale. Lagalla prenda le distanze e chieda scusa a nome della città alla nostra consigliera comunale. L’unica cosa accettabile per noi da parte di Chinnici sono le dimissioni e la presa di distanza del sindaco di Palermo. Chinnici si vergogni, non è degno neanche di essere chiamato uomo. Un’offensiva, che colpisce una donna soltanto perché donna. Far finta di nulla, oggi, significherebbe essere complici”.
Solidarietà bipartisan per Argiroffi. «Esprimiamo piena solidarietà alla consigliera comunale Giulia Argiroffi, fatta oggetto di gravi espressioni sessiste da parte del capogruppo di Lavoriamo Per Palermo Dario Chinnici – affermano i consiglieri di Pd, M5S, Avs, Controcorrente e Gruppo Misto – Quanto avvenuto stamane è inaccettabile e incompatibile con il ruolo istituzionale che ogni rappresentante eletto è chiamato a ricoprire. Il confronto politico, anche il più duro, non può mai degenerare in attacchi personali o espressioni offensive, tanto più quando assumono un chiaro carattere sessista e nessun confronto politico può degenerare in offese personali. Chi ricopre incarichi pubblici ha il dovere di mantenere un linguaggio rispettoso e di dare il buon esempio. Palermo ha bisogno di un dibattito politico serio, fondato sul rispetto, sui contenuti e sul confronto democratico, non di deriva che mortificano le istituzioni e offendono la dignità delle donne».
«Quanto accaduto durante la conferenza dei capigruppo è inaccettabile e lesivo della dignità delle istituzioni – aggiungono il capogruppo di FdI Giuseppe Milazzo e il presidente cittadino Antonio Rini – Non possiamo tollerare insulti sessisti che non trovano alcuna giustificazione e che mortificano il confronto politico. difensori, anche perché donna tenace e donna alla quale riconosciamo grande capacità e competenze. Non accettiamo però lezioni morali da chi, come La Vardera, è abituato a buttarla in caciara e a argomentare con serietà e rispetto delle istituzioni’», così come ogni istituzione democratica, non può e non deve essere un luogo in cui trovano spazio insulti e aggressioni verbali. Ancor meno quando si tratta di offese a una donna che non solo feriscono profondamente la persona colpita, ma ledono anche la dignità e l’immagine dell’intero Consiglio. E’ necessario che il confronto politico, anche nelle divergenze più accese, resti sempre fondato sul rispetto reciproco e sulla tutela della dignità delle persone».
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