Donald Trump ha sospeso l’attacco all’Iran in programma per oggi perché sono in corso «colloqui seri» che potrebbero portare a un accordo. Nell’annuncio sul suo social Truth, ribadisce che gli Stati Uniti sono pronti» a procedere con un assalto su vasta scala contro Teheran, con preavviso immediato, nell’eventualità in cui non venga raggiunta un’intesa accettabile». La decisione del commander-in-chief segue la richiesta di Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, convinti che le trattative in corso possano portare ad un accordo. Nell’eventuale intesa, ha chiarito Trump, ci sarà «un aspetto fondamentale», ovvero «nessuna arma nucleare» per Teheran.
Secondo indiscrezioni, l’Iran si è detto pronto ad accettare un lungo periodo di congelamento del suo programma nucleare anziché uno smantellamento completo, a condizione che l’uranio altamente arricchito, stimato in 400 chilogrammi, sia trasferito in Russia anziché negli Stati Uniti. Una proposta che per Trump non è abbastanza.
Oltre all’apertura sul nucleare, si chiede un’apertura graduale e sicura dello Stretto di Hormuz con un ruolo garantito per il Pakistan e l’Oman in caso di attriti. Per l’importante crocevia marittimo, il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran ha quindi annunciato la costituzione di un nuovo ente incaricato della sua gestione, chiamato Autorità dello Stretto del Golfo Persico. Intanto Hormuz resta di fatto chiusa, e al momento una sua riapertura appare lontana.
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