Dario Carotenuto, il deputato a bordo: “È un rapimento di massa, il governo deve difenderci”

0
2

“Finché ci permettono di andare avanti, proseguiamo verso Gaza. Ma sappiamo che possono arrivare in ogni momento”. Mancano pochi minuti alle 14 e Dario Carotenuto, deputato del Movimento 5 stelle, risponde al telefono dalla prua della Kasr Sadabat, barca battente bandiera turca, una delle dieci della Flotilla ancora in navigazione. “Per ora non vediamo nulla all’orizzonte, ma siamo in allerta, la scorsa notte non abbiamo dormito”, racconta l’unico parlamentare italiano partecipante a questa missione. Solo un paio di ore dopo ci sarà l’abbordaggio da parte della marina israeliana e Carotenuto verrà portato via. Una scena a cui aveva assistito a distanza un paio di giorni prima. “Avevamo visto all’orizzonte una nave militare, all’inizio pensavamo che fosse turca, ma poi è caduta la connessione internet e abbiamo capito – ricorda il deputato – poi gli israeliani hanno messo in acqua quei piccoli motoscafi velocissimi e si sono avvicinati e alle altre navi della Flotilla”.

Voi cosa avete fatto?

“Siamo tornati indietro verso Cipro, procedendo a zig-zag per non farci intercettare. Poi abbiamo aspettato istruzioni e dal comando della Flotilla ci hanno chiesto di andare a cercare alcune barche, che erano state abbordate e lasciate alla deriva senza equipaggio. Le abbiamo trovate e segnalate: è stato bruttissimo vederle vuote, con il pensiero agli attivisti, che erano a bordo fino a poche ore prima”.

In pratica, avete visto quello che capiterà anche a voi.

“Per ora ci preoccupa una tempesta in arrivo domani (oggi, ndr), per questo ci stiamo avvicinando alle coste egiziane, in modo da poterci riparare se necessario. Ed è anche una buona opzione per sfuggire agli abbordaggi israeliani. Ormai ci siamo separati dalle altre barche, navighiamo disallineati per rendere meno facile il probabile assalto.”

Vi rincuora la netta condanna del comportamento dell’esercito israeliano, anche da parte del nostro governo?

“Mi sembra che l’aria sia cambiata, nessuno ritiene accettabile quello che sta facendo Netanyahu. Poi ci sono toni diversi nella condanna, a destra sono più prudenti, però c’è una presa di posizione un po’ più netta rispetto al passato”.

Vi sentite sostenuti e tutelati?

“Diciamo che avere una fregata italiana a scortarci qui in acque internazionali ci avrebbe reso più tranquilli e avrebbe forse impedito questi atti di pirateria. In generale, vorrei che alle parole seguissero i fatti”.

Cosa dovrebbe fare il governo?

“Oltre a chiedere la liberazione di tutti gli attivisti sequestrati, mi aspetto maggiore autorevolezza nel prendere una posizione politica. Ad esempio, allineandoci ai Paesi che in Europa chiedono di adottare sanzioni nei confronti del governo israeliano, di quei ministri che dichiarano di voler cancellare i palestinesi dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania”.

Lei parla di “attivisti sequestrati”: Israele è responsabile di un rapimento di massa?

“Non vedo in quale altro modo definire quello che è successo. In acque internazionali, voglio sottolinearlo. Ci sono cittadini italiani sotto sequestro, al pari degli ostaggi israeliani rapiti da Hamas il 7 ottobre. Con la differenza che, in quel caso, il rapitore era un gruppo terroristico, mentre qui è un governo e uno Stato. A cui viene consentito di fare tutto impunemente”.

Le sanzioni cambierebbero qualcosa?

“Le sanzioni sono un primo passo necessario. Nei confronti della Russia sono scattate subito dopo l’invasione dell’Ucraina, mentre con Israele sono due anni che non si fa nulla, nonostante il genocidio che si è consumato e si sta consumando a Gaza”.

Lì non arriverete mai, lo sappiamo. Perché è comunque importante quello che state facendo?

“Perché non si può restare fermi ad assistere alla sofferenza di un popolo, lasciato senza cibo e senza medicine. Bambini costretti a vivere in mezzo ai topi, senza un futuro. Noi siamo in mare per loro, affinché nessuno si dimentichi di loro”.

Rischiate di finire in una prigione israeliana.

“Lo abbiamo messo in conto. Ne approfitto per fare ancora un appello alle autorità italiane e internazionali: intervenite subito, con tutti gli strumenti di pressione, per ottenere la liberazione degli attivisti. Sono pacifisti, non violenti, non hanno commesso alcun reato. Vogliono solo la fine del genocidio in Palestina. Bisogna dire a Netanyahu che deve fermarsi, altrimenti continuerà a fare quello che vuole. E noi saremo i prossimi.”

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it