ROMA. “Censura. Grandi Stazioni Retail ci impone di cambiare il contenuto della nostra comunicazione, sindacando le nostre scelte. È una palese violazione degli articoli 21 e 68 della Costituzione. Tuteleremo Italia Viva in tutte le sedi, legali e istituzionali”. Lo dichiara il deputato Francesco Bonifazi, tesoriere di Italia Viva, in merito alla campagna per il 2×1000 del partito nelle grandi stazioni.
il caso
Manifesto di Renzi sui treni in ritardo a Termini: premier furiosa, riunioni nel panico a Ferrovie
I manifesti su treni che arrivano in ritardo “Quando c’era lei” avevano fatto infuriare la premier. Nel pomeriggio di giovedì Italia Viva aveva chiesto l’estensione di quattro giorni della campagna pubblicitaria per il 2×1000 in scadenza oggi. “Considerato il grande successo, abbiamo inviato una richiesta ufficiale via mail e aspettiamo una risposta entro stasera”, è quanto avevano annunciato fonti del partito. La campagna pubblicitaria, ideata dall’ufficio comunicazione di Iv, utilizza font e grafiche del periodo fascista per attaccare la premier Giorgia Meloni. “QVANDO C’ERA LEI i treni arrivavano in ritardo”, si legge nei grandi led delle stazioni di Roma e Milano proprio accanto agli orari del traffico su rotaia. La richiesta inviata da Iv era diretta a Grandi Stazioni Retail, società esterna al Gruppo Fs, che gestisce gli spazi pubblicitari delle principali stazioni ferroviarie.
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