di Alessia Melcangi
Tra accordi possibili e nuove minacce, il sistema internazionale entra in una fase sempre più instabile. Washington tenta di negoziare con Teheran senza rinunciare alla pressione militare, mentre Hormuz si conferma il vero centro della crisi globale. Cuba torna nel mirino della strategia americana di “massima pressione”, in una riedizione della logica del “cortile di casa”. Sul fronte ucraino, Putin risponde agli attacchi di Kyiv con una guerra di ritorsione sempre più spettacolare e distruttiva. E nel Mediterraneo, il caso della flotilla riapre il conflitto tra sicurezza, diritto umanitario e legittimità internazionale. Più che una stagione di pace, il mondo sembra entrare nell’era delle tregue armate.
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