Mafia dei pascoli, cade l’accusa di associazione a delinquere per l’allevatore del Cuneese

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All’Aquila è iniziato il processo sulla cosiddetta «mafia dei pascoli», nell’ambito dell’operazione «Transumanza», avviata da un’inchiesta del settembre 2023 dalla Procura della Repubblica dell’Aquila, come Direzione distrettuale antimafia. Le indagini della Guardia di Finanza di Pescara hanno puntato l’attenzione sulla malavita foggiana, con l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata, tra l’altro, a frodi fiscali attraverso fatture false, prestanomi e contratti fittizi. I terreni venivano presi in affitto, talora all’insaputa dei proprietari, per ottenere i «titoli» con cui richiedere i contributi europei, lasciando poi i pascoli montani di fatto incolti o abbandonati. A processo 44 imputati e 31 imprese agricole, rinviati a giudizio dopo l’udienza preliminare, rispetto ai 75 indagati iniziali.

Nella prima udienza dibattimentale, una novità: è caduta l’accusa più grave, quella di associazione a delinquere di stampo mafioso, nei confronti Fabio Giuseppe Borda, originario di Marene, già residente all’Aquila e attivo come allevatore. Per lui sussistono le altre contestazioni. Il pm, accogliendo l’«eccezione di nullità sollevata dalla difesa», ha espunto il nome di Borda dal capo d’imputazione, chiarendo che la sua indicazione era frutto di un errore materiale nel decreto che dispone il giudizio.


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