Flessibilità sull’energia, sì dell’Ue all’Italia: “Conti in linea, ma restano vulnerabilità”

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BRUXELLES. Come atteso, la Commissione europea ha introdotto la possibilità per gli Stati di ottenere un margine di flessibilità per sostenere gli interventi contro il caro-energia, seppur limitati alle misure in linea con la transizione energetica. L’annuncio è arrivato al termine del collegio dei commissari di oggi, durante il quale è stato adottato anche il pacchetto di primavera del semestre europeo con le “pagelle” sui conti pubblici dei Paesi.

I compiti a casa

Secondo la Commissione, nonostante una lieve deviazione registrata lo scorso anno (pari allo 0,1% del Pil), l’Italia ha adottato le misure necessarie per contenere la spesa pubblica in linea con il percorso concordato nel quadro della procedura, che quindi è “sospesa”. Questo vuol dire che non verranno chieste ulteriori misure correttive, anche se la deviazione stimata dallo stesso governo nel documento di finanza pubblica era più ampia.

Le previsioni indicano quindi una possibile uscita dalla procedura l’anno prossimo, visto che – al netto di un possibile aumento delle spese – il deficit dovrebbe scendere al di sotto del 3% quest’anno. Resta inoltre aperta la possibilità di un’uscita anticipata dalla procedura già in autunno, a patto che Eurostat riveda i dati del disavanzo del 2025.

Le debolezze

In Italia, però, permangono squilibri macroeconomici e il rapporto-Paese evidenzia una serie di vulnerabilità in diversi settori: non solo l’alto debito e la scarsa produttività, ma anche in ambito fiscale, finanziario sanitario, del mercato del lavoro, demografico, energetico e dell’esclusione sociale.

Il documento sottolinea che “le banche hanno rafforzato significativamente la qualità dei propri attivi e la propria redditività e hanno ridotto i crediti deteriorati”, ma «il forte legame tra banche e debito sovrano continua a rappresentare una fonte di preoccupazione, poiché la quota di debito pubblico nazionale detenuta dalle banche rispetto al totale delle loro attività rimane elevata, in particolare per gli istituti meno significativi e per le banche cooperative». Per quanto riguarda il mercato del lavoro, «continua a migliorare, ma il potenziale occupazionale non sembra essere pienamente sfruttato».

L’invito

«Presentiamo questo pacchetto in un momento di profonda incertezza geopolitica e di crescente competizione globale – ha detto il commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis –. La competitività e la sostenibilità fiscale vanno di pari passo. Entrambe sono essenziali per la prosperità, la resilienza e la sovranità dell’Europa nel lungo periodo». Le raccomandazioni, secondo il commissario, «delineano un percorso chiaro verso questi obiettivi. La strada che ci attende richiederà da parte di tutti noi un obiettivo condiviso, determinazione, capacità di adattamento e uno sforzo costante. La Commissione è pienamente impegnata a sostenere gli Stati membri in ogni fase di questo percorso».

La flessibilità

Per quanto riguarda la clausola, concessa dopo il pressing della premier Meloni, i governi potranno sforare per un importo massimo pari allo 0,3% del Pil annuo, all’interno dell’1,5% già concesso per le spese militari. La clausola sarà in vigore fino al 2028, anche se la deviazione totale non potrà superare lo 0,6% del Pil in totale. Per l’Italia si tratta di circa 13,5 miliardi di euro che verosimilmente verranno utilizzati da qui alla fine del prossimo anno.

Le condizioni

Ovviamente non tutte le spese contro il caro energia potranno godere dello scorporo: certamente non quelle che aumentano il consumo di combustibili fossili (come il taglio delle accise sui carburanti) e nemmeno i sussidi ai cittadini per ridurre il costo della bolletta perché si tratta di misure che non incentivano il risparmio energetico.

Un alto funzionario Ue ha spiegato che saranno invece accettate quelle che «aiutano le famiglie e le imprese a ridurre la loro dipendenza dai combustibili fossili». Gli esempi che vengono fatti si riferiscono, per esempio, agli incentivi per l’acquisto di auto elettriche o per l’installazione di pannelli solari, ma un elenco preciso della tipologia di spese ancora non c’è.

La Commissione, per il momento, si è limitata a definire i criteri generali: nelle prossime settimane verranno dettagliati in un’apposita nota che verrà inviata ai governi. «Ma la direzione è chiara – continua lo stesso funzionario – e quindi, nel frattempo, gli Stati possono già adottare le misure necessarie». Di certo, gli interventi dovranno essere «temporanei e mirati».

Le spese militari

La nota servirà anche per chiarire meglio come funzionerà l’attivazione della clausola, che con ogni probabilità potrà essere attivata soltanto per le spese energetiche, senza per forza aumentare anche quelle militari. «Da parte nostra c’è un’aspettativa che gli Stati aumentino le spese per la Difesa» spiega una fonte di Palazzo Berlaymont. Ma non dovrebbe esserci un obbligo. Una decisione in questo senso, comunque, non è stata ancora presa e sono in corso discussioni all’interno della Commissione e tra i governi. In ogni caso, tra le altre cose, le raccomandazioni approvate oggi invitano il Paese a “rafforzare” la spesa militare e ad “adattare” il bilancio dello Stato a questo scenario.

Le raccomandazioni

In ambito fiscale, l’Italia dovrà «rendere il suo sistema più equo e più favorevole alla crescita», contrastando l’evasione e riducendo le agevolazioni fiscali, aggiornare i valori catastali e «affrontare le sfide demografiche» per salvaguardare il sistema pensionistico.

Bruxelles chiede inoltre di sostenere ricerca e innovazione, di promuovere la mobilitazione di risparmi privati e di implementare una strategia industriale per ridurre le disparità territoriali. L’Italia dovrà inoltre “aumentare l’efficacia della pubblica amministrazione”, specialmente a livello locale e nel Mezzogiorno, ridurre i tempi dei processi e “rimuovere le restrizioni alla concorrenza nei settori dei trasporti e dell’elettricità”.

In campo energetico, le raccomandazioni chiedono di accelerare l’elettrificazione e la diffusione delle rinnovabili, semplificando i permessi e investendo nella rete elettrica, di affrontare i rischi climatici e di ridurre le inefficienze nella gestione di acqua e rifiuti.

Un capitolo è poi dedicato al lavoro, all’istruzione e alla Salute e chiede, tra le altre cose, di migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria, anche affrontando la carenza di personale medico.

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