Un profondo colloquio per conoscersi bene e ragionare insieme su come costruire il nuovo Toro, ma le riserve non sono ancora state sciolte ufficialmente. Alberto Aquilani ieri sera si è intrattenuto a lungo con il presidente Urbano Cairo e il ds Gianluca Petrachi nel vertice milanese che ha chiuso il casting per la panchina granata. L’incontro, iniziato verso le 18.30 negli uffici del patron, si è trasformato in una cena per approfondire ogni discorso nel modo migliore.
Il tecnico del Catanzaro rivelazione, che ha appena sfiorato la promozione in Serie A, ha fatto un’ottima impressione ed è in pole position per guidare il Toro nella prossima stagione, ma una decisione finale verrà presa in questi giorni. Un po’ perché Aquilani oggi vedrà il Sassuolo, che lo sta corteggiando come sostituto di Grosso (destinato alla Fiorentina), e un po’ per la scelta che farà Cairo dopo aver parlato con Ignazio Abate nei giorni scorsi.

I due giovani allenatori sono in corsa per il Torino e allo stesso tempo anche per il Sassuolo: un curioso gioco delle coppie e alla fine vincerà chi porterà le idee migliori. In ogni caso i granata pensano ad un progetto per valorizzare i futuri talenti, affidandosi al “made in Italy” e soprattutto portando aria fresca con un tecnico debuttante.

Un rischio potenziale, considerando quanti tecnici esperti si sono “bruciati” in questi anni nel Toro (da Mazzarri a Baroni l’elenco è lungo), ma il nuovo corso passa da Aquilani o Abate. Il primo aveva già ben impressionato nelle giovanili della Fiorentina, dopo aver chiuso la carriera da centrocampista, e a Catanzaro ha sfiorato il miracolo sportivo. Ottimi anche i risultati di Abate nella Juve Stabia, sia in campo che nella valorizzazione dei giovani (vedi il granata Cacciamani), e così l’ex terzino del Toro 2008/09 può essere il primo giocatore a trasformarsi allenatore nell’era Cairo.
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