Mentre i maturandi italiani si preparano ad affrontare le novità della riforma Valditara, in Asia milioni di studenti vivono prove così estreme da paralizzare intere nazioni. In Svezia invece l’esame è solo una celebrazione. Ecco il giro del mondo degli esami di fine ciclo.
Al confronto con i blindatissimi e iper-selettivi Gaokao cinese e Suneung coreano, la nostra maturità sembra più un compito in classe un po’ più serio del solito. Infatti, anche se tecnicamente i “cugini asiatici” sono dei test d’ingresso universitari a livello nazionale, di fatto nell’immaginario collettivo giocano un ruolo simile al nostro esame di Stato di fine secondo ciclo di istruzione.
Basterebbe un dato per tranquillizzare i maturandi di casa nostra: solitamente solo lo “zero virgola qualcosa” viene bocciato all’esame – qualcosa in più non viene ammesso – e il voto non fa realmente una differenza nella vita pratica, complice anche la dispersione scolastica che negli ultimi anni si è ridotta, rendendo la Maturità un titolo che è più raro non possedere che il contrario.
Resta chiaramente un rito di passaggio, con tutto il carico di ansia (da prestazione) e di impegno (da mettere) che ne deriva. Niente, però, rispetto a quanto accade in altre parti del Mondo.
Ma come funzionano gli esami conclusivi del percorso scolastico negli altri Stati? Passando in rassegna le diverse formule internazionali – come ha fatto il portale Skuola.net – emerge un vero e proprio viaggio tra banchi, test massacranti ma anche feste liberatorie.
Italia: la rivoluzione della Maturità 2026
Nel nostro Paese, la maturità di quest’anno si aprirà come sempre con due prove scritte nazionali: il tema di Italiano e il compito sulle materie d’indirizzo. Ma il colloquio orale che segue è stato profondamente rinnovato.
La riforma ha, infatti, stabilito che la “scena muta” comporterà la bocciatura automatica, a prescindere dal punteggio accumulato in precedenza. Il colloquio non si baserà più su spunti a sorpresa, ma si aprirà con una presentazione dello studente per poi concentrarsi su sole quattro discipline prestabilite.
A giudicare i candidati ci sarà una commissione ridotta a cinque membri (due interni, due esterni e un presidente), davanti alla quale i ragazzi dovranno esporre anche la propria esperienza nei percorsi FSL (Formazione Scuola Lavoro) e le proprie competenze in Educazione Civica.
L’ESAME DI STATO
Maturità, usciti i nomi dei commissari esterni. Dove trovarli e perché sono così temuti

Cina: l’incubo, la pressione e i droni del Gaokao
Niente, come detto, rispetto a quanto avviene in Oriente. Ad esempio in Cina, dove all’inizio di giugno l’intera nazione si ferma per il National College Entrance Examination, meglio noto come Gaokao. Un esame che coinvolge circa 13 milioni di candidati ed è l’unico fattore che conta per l’ammissione all’università, azzerando di fatto tutti i crediti e i voti degli anni scolastici precedenti.
La struttura del test impone vincoli rigidissimi: tutti gli studenti devono sostenere tre prove fondamentali, ovvero lingua e letteratura cinese, matematica (celebre per la spietata difficoltà dei suoi quesiti logici) e una lingua straniera.
A questo nucleo di base, grazie alle recenti riforme, si abbina spesso il modello flessibile “3+1+2”: il candidato sceglie una materia principale tra fisica e storia, e due materie secondarie tra chimica, biologia, geografia e scienze politiche.
Il gravoso onere di dover determinare in via definitiva il proprio futuro in sole quarantotto ore genera una pressione psicologica inimmaginabile. La routine dei ragazzi prevede fino a quattordici ore di studio al giorno, eliminando quasi totalmente svaghi e interazioni sociali.
Le famiglie investono patrimoni in tutor privati e, per chi fallisce l’obiettivo di entrare in atenei prestigiosi, le opzioni sono amare: ripiegare su istituti di fascia bassa o optare per il “fudu”, ovvero chiudersi in casa per un intero anno solare per ripetere il liceo e sfidare nuovamente l’esame l’estate successiva.
Per l’occasione, la nazione si blinda: i cantieri vengono fermati per non disturbare e, per evitare imbrogli, i centri d’esame si trasformano in fortezze con metal detector, droni per intercettare segnali radio e telecamere con riconoscimento facciale biometrico. Barare al Gaokao è considerato un reato penale punibile con severi anni di reclusione.
Corea del Sud: il Suneung ferma anche gli aerei
Se c’è un esame che può competere per livello di stress con quello cinese, questo è il Suneung (College Scholastic Ability Test) della Corea del Sud. Si tiene ogni anno il terzo giovedì di novembre ed è una maratona massacrante della durata di circa nove ore.
L’impatto sulla nazione è surreale: quel giorno gli uffici pubblici e privati aprono più tardi per snellire il traffico, ma soprattutto gli aerei sospendono decolli e atterraggi durante la prova di ascolto d’inglese per non disturbare la concentrazione dei candidati.
Anche qui, la pressione è talmente alta, con enormi investimenti delle famiglie in lezioni private, che recentemente il governo ha dovuto eliminare le cosiddette “killer questions” (le domande ritenute eccessivamente difficili) nel tentativo di ridurre lo stress psicologico e contenere i crescenti casi di depressione giovanile.

Europa: un mosaico tra grande rigore e feste in piazza
Avvicinandosi ai modelli occidentali, il Vecchio Continente offre un panorama estremamente variegato, che oscilla tra esami severissimi e festeggiamenti sfrenati. In Francia, l’esame si chiama Baccalauréat (o “Bac”) ed è un percorso frammentato su due anni. Valutato rigorosamente da commissioni esterne, è estremamente selettivo e vanta tassi di bocciatura che arrivano a toccare il 20% o il 30% degli iscritti, complice anche l’ostica prova di filosofia.
In Germania, il percorso liceale termina con l’Abitur. Qui non esistono le ansie da commissione esterna, a giudicare sono i docenti interni e la percentuale di promossi sfiora il 100%. Tuttavia, il voto finale fa tutta la differenza del mondo: solo un punteggio di eccellenza permette di scegliere liberamente l’università preferita. In caso contrario, sarà lo Stato, tramite l’Ufficio Centrale di Collocamento, a smistare d’ufficio lo studente negli atenei disponibili.
Oltremanica, nel Regno Unito, non esiste un esame generalista uguale per tutti. A 18 anni gli studenti affrontano gli A-Level (Advanced Level), concentrandosi su sole tre materie specifiche scelte fin dall’inizio in base alla facoltà universitaria che si intende frequentare, in un percorso diviso in due fasi (AS e A2).
Spostandoci in Spagna, dopo aver completato il Bachillerato a 18 anni ottenendo il diploma tramite scrutinio finale, per poter accedere all’università i ragazzi devono obbligatoriamente affrontare la Selectividad (oggi Pruebas de Acceso a la Universidad), un esame sostenuto direttamente nelle sedi universitarie.
Guardando al resto d’Europa, nei Paesi Bassi il sistema d’istruzione è diviso in tre livelli, e solamente chi completa l’ultimo gradino (il livello pre-universitario chiamato Vwo) affronta un esame finale che funziona come un vero e proprio test d’ammissione per le facoltà a numero chiuso.
Anche l’Albania vanta una prova rigorosa: la Matura Shtetërore prevede due materie obbligatorie (lingua e letteratura albanese e matematica) per diplomarsi, alle quali vanno aggiunte ulteriori due materie a scelta qualora lo studente voglia accedere ai percorsi universitari.
Un capitolo totalmente a parte lo merita la penisola scandinava. In Svezia, infatti, l’esame di maturità è stato abolito fin dal 1968. I docenti valutano i ragazzi nel corso degli anni tramite test distribuiti liberamente. Il termine degli studi si trasforma così in una grande e spensierata festa, chiamata Studenten. I ragazzi, dopo la colazione a base di champagne e fragole, indossano i caratteristici cappellini da marinaio bianchi e festeggiano a scuola, per poi lanciarsi in una corsa all’aperto verso i genitori. La giornata culmina salendo sui pianali di enormi camion o rimorchi trainati da trattori, sfilando e ballando per tutta la città a volume altissimo fino a tarda notte.
Resto del Mondo: crediti americani, maratone brasiliane e “passaporti globali”
Andando Oltreoceano, negli Stati Uniti il diploma di High School non prevede alcun esame di maturità centralizzato. Per diplomarsi bisogna “soltanto” accumulare i crediti sufficienti superando i test delle singole materie nel corso dei quattro anni, dimostrando costanza nei compiti e nelle relazioni scritte. Tuttavia, la competizione per accedere ai college più prestigiosi è altissima e richiede il superamento di rigorosi e celebri test standardizzati privati, come il Sat o l’Act.
In Sudamerica, invece, i ragazzi del Brasile affrontano la maratona dell’Enem (Esame nazionale di scuola superiore). Nato nel 1998 per valutare la qualità delle scuole, oggi è diventato a tutti gli effetti il lasciapassare principale per le università federali. È un test monumentale diviso su un intero fine settimana in cui i candidati devono rispondere a ben 180 domande a risposta multipla su scienze naturali, umane, lingue e matematica, oltre a produrre un saggio su temi di stretta attualità.
Infine, per chi cerca un vero e proprio “passaporto globale”, esiste il Baccellierato Internazionale (International baccalaureate, Ib). Nato a Ginevra negli anni Sessanta e riconosciuto dalle più prestigiose università mondiali, questo percorso prevede un curriculum articolato su sei materie, valutato con prove scritte e orali per un punteggio massimo di 45 punti.
Per ottenere il diploma, non bastano i test accademici: è infatti obbligatorio superare anche un corso di Teoria della Conoscenza, redigere una Tesi indipendente (Extended Essay) di 4000 parole e accumulare decine di ore di volontariato, creatività e sport attraverso l’impegnativo programma “CAS” (Creativity, Action, Service).
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