Belfast il giorno dopo la rivolta: case e auto bruciate, l’uomo accoltellato ha perso un occhio

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Ieri Belfast, nell’Irlanda del Nord, è stata teatro di una notte di violenze e tensioni dopo il grave accoltellamento di un uomo attribuito a un rifugiato sudanese. Le manifestazioni sono degenerate rapidamente in violenza e uomini a volto coperto hanno dato fuoco a diverse abitazioni che ritenevano ospitassero immigrati, hanno bruciato bidoni dell’immondizia e un autobus e hanno lanciato oggetti contro la polizia.

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Quello che resta delle rivolte il giorno è la fotografia di una città ferita. E arrabbiata: «I disordini anti-migranti di Belfast sono scioccanti e del tutto inaccettabili», ha dichiarato il premier britannico Keir Starmer, condannando quanto accaduto nella notte.

«Non esiste alcuna giustificazione per la violenza e i disordini che abbiamo visto minacciare le nostre comunità, né per chi li ha incoraggiati, online o altrove», ha affermato Starmer, aggiungendo che «è evidente che le persone sono state prese di mira a causa della loro origine» e che «i responsabili sentiranno tutta la forza della legge».

Oggi il trentenne rifugiato sudanese al centro dell’accoltellamento choc è comparso davanti al tribunale della città. Si chiama Hadi Alodid, come è emerso nel corso della breve udienza nella quale gli è stata formalizzata dal giudice l’incriminazione per tentato omicidio e possesso di un’arma bianca. È emerso inoltre che la sua vittima, il quarantenne Stephen Ogilvie stando ai media del Regno Unito – un tecnico radiologo del servizio sanitario pubblico originario della Scozia e residente nello stesso complesso di edilizia popolare di Alodid – ha perso un occhio nel corso del brutale attacco.

L’aggressore è comparso in collegamento video dal carcere, assistito da un interprete, e ha rifiutato la rappresentanza legale e non ha risposto alle domande del giudice che ha confermato la custodia cautelare e fissato la prossima udienza all’8 luglio.

Il video dell’aggressione, avvenuta lunedì, mostra l’uomo seduto sopra la vittima sanguinante a terra, mentre lo accoltella ripetutamente. E’ stato ampiamente condiviso sui social media e l’attacco, condannato all’unanimità dall’establishment politico britannico.

Jon Boutcher, il comandante della polizia dell’Irlanda del Nord ha lanciato un appello: «Fermate le violenze». Boutcher ha sottolineato che «nulla può giustificare» quanto accaduto la notte scorsa e ha aggiunto di aver parlato con il premier britannico Keir Starmer delle proteste, definendole un «atto di autolesionismo» nei confronti delle straordinarie comunità dell’Irlanda del Nord.


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