Di Irene Famà
Nomine, promesse e favori: ecco la partita del ponte sullo Stretto. Una grande opera dove ciascuno porta avanti il suo gioco e tenta ogni strada, anche spavalda, per superare problemi e ostacoli. Lo racconta l’inchiesta per corruzione della procura di Roma che ha svelato il tentativo – fallito – di condizionare la decisione della Corte dei Conti sul via libera al progetto definitivo. Al centro dell’indagine condotta dai carabinieri del Ros c’è Tommaso Miele, ex numero due della Corte dei Conti e una lunga lista di incarichi alle spalle. Da aprile 2025 è presidente del collegio dei revisori dei conti del Consiglio superiore della magistratura, che verifica le spese e i bilanci, e dallo scorso primo marzo, «a seguito del collocamento a riposo», ha visto passare l’incarico da gratuito a retribuito.
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