La Scozia batte Haiti e vede già la qualificazione, palo per McTominay

0
2

Dopo 28 lunghissimi anni, correva l’edizione di Francia 1998, la Scozia si ripresenta nel migliore dei modi. Come? Sì, battendo non un avversario non certo irresistibile come Haiti, ma centrando una vittoria, decisiva la rete di McGinn, che può già essere determinante in chiave passaggio del turno. Anche perché il pareggio tra Brasile e Marocco regala un momentaneo primo posto nel girone C. Fondamentale sarà già la prossima contro col Marocco: in caso di altro colpo da tre punti, gli ottavi sarebbero già sicuri. Di altra caratura, invece, Haiti che dalla rassegna mondiale mancava addirittura dal 1974 (e quella squadra era allenata da un tecnico italiano, il triestino Ettore Trevisan), ma che comunque, considerando anche l’ampissima forbice a livello qualitativo e non solo, ha ottimamente figurato: per i caraibici, un sogno e allo stesso tempo un’impresa esserci, e pace se il risultato non è arrivato.

Basti pensare che la selezione di Migné non ha mai giocato alcuna gara di qualificazione a Port-au-Prince, e che naviga in difficoltà più o meno quotidiane. A quelle latitudini, il calcio se non è l’ultimo pensiero poco ci manca. A volte, diventa quasi l’unico strumento per “togliere” ragazzi dalla strada ed evitargli un domani quanto mai pericoloso. Va da sé, che la presenza alla massima competizione per nazionali, sia un vero e proprio miracolo: basti pensare che i giocatori nati nel Mar dei Caraibi sono solo dieci su 26, 12 sono nati in Francia da genitori haitiani, uno in Canada, uno in Svizzera e altri due negli Stati Uniti. Tra calciatori che sino a qualche settimane fa consegnavano pizze e altrettanti che giocavano praticamente per diletto, il Mondiale rappresenta l’impossibile toccato con mano.

Ad Haiti, per strappare almeno un punto, non è “bastato” nemmeno il cambio maglia deciso, appena un paio di giorni fa, dalla Fifa che aveva ritenuto “troppo politica” la divisa con la quale avrebbe affrontato il trittico di gara. Tolta, per violazione del regolamento mediante l’esposizione di un chiaro contenuto politico, la parte sul fronte che raffigurava la battaglia di Vertières del 1803 – con tanto di omaggio alla Polonia per quanto accaduto in quel conflitto (con la conseguente fine del sistema di schiavitù che la Francia aveva instaurato nell’allora territorio caraibico) – Haiti si è, adeguata alla scelta di cui sopra, presentandosi sul terreno di gioco del Boston Stadium con una divisa completa bianca con bordi rossi. Ad esultare sono stati quelli con la maglietta rossa, dinanzi a 30mila tifosi festanti: la Scozia dapprima ha sfiorato il vantaggio col palo colpito da McTominay (17’) e poi lo ha trovato con la stella dell’Aston Villa, McGinn (28’), timbro sufficiente per portarla a casa, non senza qualche patema d’animo accontonato solamente dopo gli 8’ di recupero della ripresa.

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it