La passione per l’insegnamento, una vita per i ragazzi: chi era Chiara Guerra, uccisa dal nipote

0
2

San Stino di Livenza. Si chiamava Chiara Guerra e aveva dedicato la sua vita all’insegnamento la donna che giovedì scorso è stata uccisa dal nipote, che poi si sarebbe disfatto del cadavere gettandolo in un canale. Cinquantatré anni, il suo centro di gravità tutto a San Stino di Livenza – cittadina di 12 mila anime ai margini orientali della provincia di Venezia – da una vita insegnava italiano alle scuole medie locali. Non era sposata e non aveva figli; viveva sola nell’abitazione nella quale, al culmine dell’ennesima lite per questioni probabilmente legate a un’eredità, il nipote l’avrebbe ferita a morte con un coltello. La donna ha provato a difendersi, al punto che il nipote nella colluttazione ha rimediato una frattura a una mano – in un primo momento spiegata agli inquirenti con un banale incidente domestico – ma poi ha avuto la peggio.

Guerra, in paese, la conoscevano tutti. Professoressa lei, professore il fratello – il papà del ragazzo – e professoressa pure la madre: figlia dei tempi in cui l’insegnante era un autentico punto di riferimento nei paesi, soprattutto in comunità così piccole e nelle quali è più facile darsi del tu. Le persone che le volevano bene la raccontano come una donna con la vocazione per l’insegnamento, sempre pronta a spendersi per aiutare i suoi ragazzi. Riservata, certo, ma con la capacità di farsi benvolere da tutti.


Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it