Una stecca clamorosa e imprevedibile. E’ l’esordio choc di una delle favorite più accreditate dei mondiali, la Spagna campione d’Europa, i cui attacchi lenti e senza verve, si infrangono contro il muro di Capo Verde per uno 0-0 finale che fotografa fedelmente ciò che si é visto in campo. Neanche l’ingresso tardivo dei pezzi da 90 reduci da infortunio (Yamal, Nico Williams e Merino) sblocca il risultato che premia l’abnegazione, il coraggio di Capo Verde, che merita questo risultato memorabile. A 24 ore di distanza è diverso l’approccio delle debuttanti. Curacao a Houston mette un po’ di ansia alla Germania, ma poi subisce una batosta memorabile, in linea con le previsioni. Ad Atlanta Capo Verde mette in difficoltà la Spagna fino alla fine. De La Fuente, tecnico federale che ha fatto una lunga gavetta nelle nazionali minori, prima di vincere con la prima squadra la Nations League e il titolo europeo, mantiene la sua striscia di 31 risultati favorevoli di fila. Ma questo pareggio assomiglia tanto a una sconfitta. Alla vigilia il tecnico orgogliosamente aveva ammesso di allenare la squadra favorita. Il torneo é ancora lungo, ma le premesse sono buie. Anche perché perdono colpi molti dei numi tutelari della squadra. Normale amministrazione per i centrali Laporte e Cubarsi, sufficiente l’apporto di Cucurella, ma i guai cominciano a centrocampo. Rodri, lento e prevedibile, sembra l’ombra del campione che ha fatto grande Guardiola; Gavi, anche lui reduce da infortunio, é evanescente; qualche idea porta avanti Pedri mentre in attacco é calma piatta. Oyarzabal sbaglia tutto, mentre Ferran Torres prende una traversa e poco più. Se la prendono comoda i campioni d’Europa. Ad Atlanta concedono un po’ di gloria all’esordiente Capo Verde con un inizio soporifero. Il pressing non è contemplato e per 40′ l’ex colonia portoghese fa un figurone. Il quarantenne portiere Vozinha controlla bene le operazioni, l’ex laziale Jovane Cabral si prodiga sulla fascia per rincorrere un po’ tutti, l’attaccante Livramento (di proprietà del Verona) prova a prendere in mezzo Cubarsi e Laporte, ma senza troppo successo. C’é anche una specie di passaggio delle consegne: il terzino Sidney Cabral, che si prende il primo giallo, é stato allenato quest’anno da Mourinho al Benfica. Sull’altro fronte attua le solite scorribande Cucurella, che si appresta ad essere allenato dallo Special One essendo stato ceduto dal Chelsea al Real nei giorni scorsi per 60 milioni. I campioni d’Europa si svegliano dopo il cooling break e le occasioni ce le ha uno dei più deludenti fino allora, Ferran Torres. L’attaccante blaugrana prende la traversa al 40′ su una bella azione Rodri-Cucurella, poi la conclusione di Oyarzabal viene deviata con destrezza da Vozinha. Ancora un tiro di Ferran, imbeccato da Cucurella, al 45′ viene parato dal portiere che al 48′ manda in angolo su un colpo di testa di Laporte. Nella ripresa si attende il cambio di marcia degli europei e invece la manovra continua ad essere di piccolo cabotaggio. Visti gli scarsi risultati, De La Fuente si gioca dopo il secondo cooling break tre carte pesanti: Yamine Lamal , Merino e Nico Williams, tutti reduci da fastidiosi infortuni. Subentra un po’ di ansia e i ritmi sono sempre blandi. Capo Verde, con maggiore fatica, riesce però a chiudere tutti i varchi. E al 90′ Unai Simon si trova tra le braccia una conclusione di Borges che dimostra che la squadra di Bubista, il tecnico meno pagato dei mondiali, non ha rubato nulla.
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it








