«Un’emergenza nell’emergenza». Gianluca Riu, direttore operations di Ireti, la società del gruppo Iren che gestisce la rete elettrica di Torino, definisce così l’ultima ondata di blackout che ha lasciato al buio case, negozi e attività commerciali in diversi quartieri della città. Dopo i disservizi di fine maggio, quando si erano verificati 16 blackout in 4 giorni, venerdì è stata la giornata più difficile dell’anno, con 8 interruzioni di corrente in 24 ore.
IL RESPIRO DELLE ALPI
Sull’Italia un’ondata di caldo tra le più intense di sempre, e siamo solo all’inizio
I vertici di Ireti, durante la conferenza stampa convocata stamattina dopo gli ultimi guasti, spiegano che all’origine dei problemi c’è l’ondata di caldo degli ultimi giorni, che ha provocato un’impennata eccezionale dei consumi elettrici dovuta all’utilizzo dei condizionatori. Una situazione che preoccupa anche in vista delle prossime due settimane, quando le temperature resteranno su valori elevati, con picchi fino a 40 gradi. Ireti annuncia un ulteriore rafforzamento delle squadre operative e dei presidi di pronto intervento, anche in vista della festa di San Giovanni, ma l’emergenza non accenna a rientrare: ieri sera un’interruzione di corrente ha coinvolto l’area di Mirafiori, mentre questa mattina è rimasta al buio la zona di corso Potenza e largo Toscana, nel quartiere Lucento.

Cosa è successo venerdì? «Abbiamo registrato un aumento del carico sulla rete elettrica del 40% rispetto alla settimana precedente» spiega Emiliano Roggero, direttore distribuzione elettrica di Ireti. Tradotto: la richiesta di energia ha raggiunto i 440 megawatt, contro i circa 300 registrati all’inizio di giugno, quando già Torino era soffocata da una cappa di afa. Un dato vicino al record storico cittadino di 500 megawatt, ma con una differenza sostanziale: se in passato i picchi di consumo dipendevano anche dalle attività produttive, oggi «gran parte dell’energia aggiuntiva viene assorbita dai condizionatori» spiega Roggero. In altre parole, l’impennata è legata quasi esclusivamente al caldo di questi giorni. Una combinazione di fattori che sta mettendo sotto pressione una rete già sottoposta a forte stress per le giornate sempre più lunghe e le temperature elevate, che surriscaldano il terreno in cui sono posati i cavi elettrici interrati.
Disagi in centro
Degli otto quartieri rimasti al buio tra venerdì e sabato, il caso che ha suscitato le proteste più accese è stato quello del centro città, dove venerdì sera la corrente è mancata per oltre due ore. Per ripristinare il servizio Ireti ha utilizzato un generatore autonomo a supporto della rete, che ha poi lasciato davanti a Palazzo Madama, pronto entrare in funzione nelle prossime ore in caso di nuovi guasti. Altri due generatori sono stati posizionati nella zona nord della città, in Lungo Stura Lazio e in strada del Pascolo, anche se quest’ultimo oggi sarà rimosso. Sono stati inoltre aperti in queste ore 7 cantieri per intervenire sui cavi danneggiati: sei a Torino, tra corso Racconigi, via Peyron, corso Francia, Lungo Dora Siena, Lungo Dora Firenze e via Correggio, e uno a Grugliasco in via Unità d’Italia.

Prossimi giorni
Da qui ai primi di luglio sono attese temperature da piena estate, con massime stabilmente sopra i 35 gradi e minime mai sotto i 23-25. Il rischio è che quanto visto negli ultimi giorni possa ripetersi. «Eravamo passati da 50 a 100 operai dedicati alle emergenze, ora stiamo attivando ulteriore personale disponibile» annuncia Riu. Ireti sta inoltre valutando l’utilizzo di generatori autonomi permanenti che possano entrare in funzione automaticamente in caso di blackout improvvisi. Per il 24 giugno, oltre alla task force già predisposta, è previsto un presidio fisso di due squadre nell’area di piazza Vittorio Veneto. Diverse ore prima delle manifestazioni saranno inoltre installati generatori di emergenza a supporto di alcune cabine elettriche per garantire continuità di servizio alle case, ai negozi e all’illuminazione pubblica della zona.
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