SPIELBERG. Kimi Antonelli sembra non sentire la pressione, d’altronde non ha niente da perdere benché l’ultimo Gp di Barcellona sia stato una doccia fredda per via del guaio alla batteria che gli è costato il ritiro a pochi giri dal traguardo, proprio quando aveva di nuovo superato il compagno di squadra George Russell.
Kimi, avete risolto il problema?
«In questo weekend dovremmo avere un pacco batteria nuovo con gli aggiornamenti in tema di affidabilità, quindi speriamo che sia tutto a posto perché tra Canada e Spagna abbiamo perso un bel po’ di punti come squadra».
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Avete capito cosa è accaduto?
«A Barcellona c’è stato un componente che ha avuto un picco di temperatura, poi per dirla in parole semplici tutto è andato in tilt».
La soddisfazione di aver vinto l’ennesimo duello con George Russell, finché la macchina non l’ha mollata, è bastato a consolarla?
«Ovviamente mi è dispiaciuto molto perché mancavano solo tre giri e tanti punti se ne sono andati, però sono cose che succedono soprattutto con un regolamento nuovo. E la ruota gira, capita a tutti, alla fine ero contento della gara che ho fatto, di come l’ho gestita».
Questa di Spielberg è una pista non banale per lei: due anni fa il primo test su una monoposto di F1, nel 2025 l’incidente al via con Max Verstappen.
«Max è l’ultimo con cui vorresti scontrarti, rispetto ad allora sono una persona diversa, tutto serve per imparare. Quanto al test, fa un po’ impressione ripensare a tutte le cose che sono accadute in seguito, trovammo addirittura la neve».
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Le fa impressione anche la classifica, scorgendo Lewis Hamilton alle sue spalle?
«Quella non la guardo, è molto presto, ma certo giocarmi il Mondiale con Lewis sarebbe una cosa enorme. Se dovesse accadere non sarebbe facile, per me è tutto nuovo mentre lui ha tanta esperienza, ci è già passato, sa cosa deve fare».
Si ricorda quando l’ha conosciuto?
«Eravamo a Monza nel 2018, io facevo il grid boy. C’è una foto di quel momento, gliel’ho mostrata dopo la mia prima vittoria quest’anno in Cina».
E lui cosa le ha detto?
«Ha esclamato “cavolo quanto tempo è passato, incredibile”».
La Ferrari è la vostra prima rivale?
«Sicuramente vanno forte, Barcellona è una pista che fa vedere le potenzialità della macchina, al momento sembrano i nostri rivali diretti. Ma attenzione anche alla Red Bull, che qui porta un pacchetto molto importante riguardante il peso (circa 7 kg in meno, ndr), quindi prestazione diciamo gratis, e alla McLaren. Si avvicineranno entrambe».
In caso di duello con un altro team, come a Montmelò, lei e Russell sarete ancora lasciati liberi di battagliare?
«Ne abbiamo parlato in un meeting, Toto (il team principal Wiolff, ndr) ha detto che se ci ritroveremo nella stessa posizione di Barcellona, con la possibilità di perdere la vittoria, potrebbe arrivare un ordine di scuderia. Soprattutto se uno dei due avrà dimostrato di avere un ritmo chiaramente superiore».
Al di là dei ricordi, le piace questa pista?
«Sì, è corta, piccola ma divertente. Ed è molto dura in generale per la macchina, il motore, i freni. L’altitudine (700 metri, ndr) è una sfida in più».
Quando porterete in pista il prossimo sviluppo?
«Tra un paio di gare, qualcosa a livello aerodinamico e meccanico su cui ho dato qualche indicazione, ma non conosco i dettagli anche perché il team sta spingendo per portare di più rispetto a quanto previsto».
Sta seguendo il Mondiale di calcio?
«Impossibile, con questi orari. Certo non mi perderò la finale quanto torneremo da Spa».
Nei giorni scorsi l’abbiamo vista all’opera con le macchine radiocomandate: si è divertito?
«Molto, perché ogni volta che vado miglioro. Sono riuscito a fare un bello stint ma è dura».
Perché?
«Per gli occhi, la macchina va talmente forte che non riesci a chiuderli, vanno chiusi nel momento giusto altrimenti vai fuori pista. Quando ho finito lo stint mi bruciavano, facevano male».
Ha seguito la vicenda dei nove ragazzi sulla stessa macchina finiti in un canale nel Milanese, con un bilancio di tre morti?
«Sinceramente no, lo apprendo adesso. Tutti sulla stessa auto?».
Sì. Vuole dire qualcosa ai suoi coetanei che si mettono al volante?
«Ho avuto un incidente anche io (a San Marino prima del via della stagione, ndr), ero sobrio, non bevo, però ho capito sulla mia pelle che andare forte per strada non serve ed è molto più pericoloso che in pista. Se bevete non guidate, fate in modo che almeno uno del gruppo sia sobrio, piuttosto prendete un taxi. E in strada bisogna stare tranquilli, coscienti e rispettosi, credo che la cosa peggiore sia rovinare la vita a qualcun altro. Quando esco con gli amici guido sempre io per tornare a casa».
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