Turchia- Stati Uniti 3-2: gli Usa già qualificati e primi nel girone sconfitti al 98’

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Quelle reti che non aveva trovato nelle prime due con Australia e Paraguay, la Turchia le segna quando i giochi erano già chiusi. Ma almeno chiude con grande dignità, battendo gli Stati Uniti, già qualificati e già certi pure del primo posto, con un successo che probabilmente acuisce i rimpianti rispetto a quello che sarebbe potuto essere e non è stato.

Quelle tantissime conclusioni con Australia e Paraguay, una sessantina, senza mai bucare la porta, hanno tolto ogni speranza ad una formazione che alla vigilia partiva con ben altre premesse. Al netto della sorte che ha voltato le spalle, la squadra di Vincenzo Montella è stata indiscutibilmente uno dei flop del Mondiale. E a proposito dell’ “Aeroplanino”, a breve la federazione turca dovrà decidere se rinnovargli la fiducia o se cambiare corso.

Chissà che il 3-2 con gli Stati Uniti (anche se poi la gara, sul 2-2 sarebbe potuta girare completamente dalla parte degli americani…), non gli possa regalare un filo di speranza in più verso una riconferma che, vittoria finale a parte non si preannuncia essere di semplice attuazione. Se gli Stati Uniti, dentro ad un Mondiale casalingo che non hanno alcuna intenzione di abbandonare anzitempo, ai sedicesimi se la vedranno con la Bosnia, dall’altro la Turchia fa rientro col pieno di rimpianti. Cosa sarebbe potuto accadere se, proprio come contro i padroni di casa, avesse segnato alla prima occasione sia con Australia che Paraguay?

Verosimilmente staremmo parlando di altro. Un fatto, ma non una giustificazione per una squadra che aveva e ha valori importanti. Come dimostrato in occasione della rete (la prima della spedizione mondiale…) di Guler, su bella giocata di Yilmaz, che ha sbloccato la partita. Con dieci uomini diversi rispetto alle prime due, l’unico confermato è lo juventino Weston McKennie, Pochettino lancia un segnale chiaro: la testa è già ai sedicesimi.

Gli Stati Uniti trovano ugualmente il pari, quindi la Turchia torna avanti con Kokcu abile a sfruttare il cross perfetto di Elmali. Toltasi quella “scimmia” dalle spalle, la formazione di Montella ha potuto giocare molto più liberamente. Quando si dice, che prima delle gambe a far la differenza è proprio la testa. Mentalmente, invece, gli Stati Uniti si sono dimostrati granitici, provando a non perdere, se non a vincere, una partita che nulla valeva.

La botte di Beralther vale il 2-2 ad inizio ripresa, Pulisic sfiora in un paio di occasioni il controsorpasso, ma al 8’ di recupero la deviazione sotto porta di Ayhan regala alla Turchia la vittoria della dignità. Ma anche tantissimi rimpianti.

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