«Non ho mai usato il sistema di delivery perché penso che sia importante che le persone si abituino anche a pensare come lavorano le persone a cui tu chiedi dei servizi». A dirlo il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, intervenuto a Padova a un convegno sullo sfruttamento del lavoro. Per Landini «fare finta di non vedere lo sfruttamento dei rider è un elemento di di irresponsabilità, di ipocrisia. C’è un problema che riguarda anche la grande distribuzione: a volte tenere bassi i prezzi della grande distribuzione significa strozzare quelli che lavorano e favorire il caporalato. Quindi il problema non è lasciar fare il mercato, il problema è mettere regole, che tutelino la condizione di vita e di lavoro».
Il leader Cgil ha quindi ricordato che «in Spagna c’è una legge fatta dal governo e i rider sono tutti lavoratori subordinati, e hanno uno stipendio medio di 1.400 euro. In Italia si continua a dire che questi sono lavoratori autonomi pagati col cottimo. Noi stiamo chiedendo, e c’è una trattativa aperta alle associazioni, di cancellare questa cosa. Perché questi debbono essere lavoratori che hanno i diritti come tutti gli altri e che venga applicato naturalmente un contratto», ha concluso.
L’INCHIESTA
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