Donald Trump torna ad attaccare la Nato. “Gli Stati Uniti spendono per la Nato più di qualsiasi altro Paese, e con un ampio margine, per garantirne la protezione, senza trarne alcun vantaggio”, afferma il presidente sul suo social Truth elencano le spese per gli Stati Uniti e alcuni altri Paesi, fra cui l’Italia. “Stati Uniti 999 miliardi di dollari, Regno Unito 90,5 miliardi, Francia 66,5 miliardi, Italia 48,8 miliardi, Polonia 44,3 miliardi. Le cifre degli altri Paesi, inclusa la Germania, sono molte più basse”, ha messo in evidenza Trump.
Donald Trump è tornato così ad attaccare Giorgia Meloni, riaprendo uno scontro che nelle ultime settimane si è trasformato in una delle crisi diplomatiche più inattese tra Washington e Roma. Una frattura tanto più significativa perché coinvolge due leader che, fino a pochi mesi fa, venivano descritti come tra i più vicini dell’intero panorama occidentale.
La parabola del rapporto tra Trump e Meloni racconta molto di come il presidente americano interpreti le alleanze: la sintonia politica dura finché gli interessi coincidono. Quando un alleato rivendica autonomia, anche se amico, diventa un bersaglio.
Il primo strappo: l’Iran
La rottura prende forma durante la crisi con l’Iran. L’Italia rifiuta di concedere un utilizzo delle proprie basi militari diverso da quello previsto dagli accordi bilaterali e Meloni ribadisce che qualsiasi coinvolgimento italiano deve rispettare le procedure parlamentari. Una posizione di equilibrio che a Washington viene letta come un mancato allineamento.
Trump reagisce pubblicamente accusando il governo italiano di non avere avuto il coraggio di sostenere fino in fondo gli Stati Uniti nella campagna contro Teheran. È il primo vero segnale che qualcosa si è incrinato nel rapporto privilegiato costruito negli anni.
Il caso della foto al G7
Lo scontro esplode definitivamente pochi giorni dopo il G7.
In un’intervista, Trump sostiene che Giorgia Meloni lo avrebbe addirittura “pregato” di farsi fotografare insieme a lui per aumentare il proprio consenso interno. Una ricostruzione che Palazzo Chigi definisce completamente inventata.
La replica della presidente del Consiglio è durissima e arriva con un video diffuso sui social.
“L’Italia non chiede l’elemosina e io non elemosino fotografie”, afferma Meloni, accusando Trump di trattare gli alleati con molta più durezza dei nemici dell’Occidente.
Tajani cancella la missione negli Stati Uniti
Le conseguenze diplomatiche sono immediate.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani annulla la visita ufficiale negli Stati Uniti prevista nei giorni successivi. Anche altri esponenti del governo prendono pubblicamente le difese della premier.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto parla di uno “scivolone di stile”, mentre da più parti si sottolinea come parole di questo tipo finiscano per indebolire il rapporto tra due Paesi storicamente alleati.
Gli attacchi continuano
Lontano dal chiudere la polemica, Trump rilancia. Sui social torna ad accusare Meloni di aver perso consenso proprio per aver assunto posizioni non sufficientemente vicine a Washington durante la crisi iraniana. Sostiene inoltre che, dopo aver preso le distanze dagli Stati Uniti, Roma cercherebbe ora di riallacciare i rapporti solo per convenienza politica. Parole che la premier liquida come “attacchi continui e immotivati”, rivendicando di avere difeso esclusivamente l’interesse nazionale italiano.
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