Caso Delmastro, i pm chiedono le chat. “Essenziali per le indagini sul clan”

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Le chat tra l’ormai ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, in carcere per mafia, sono essenziali per il proseguimento delle indagini sul prestanome del clan Senese. La procura di Roma risponde così alla Giunta per le autorizzazioni a procedere che aveva chiesto ulteriori chiarimenti ai magistrati di piazzale Clodio prima di decidere se dare o meno il via libera all’acquisizione dei messaggi.

La vicenda ruota intorno al ristorante “Bisteccheria d’Italia”, alla periferia di Roma, aperto ad hoc, secondo gli inquirenti, per riciclare il denaro del clan. Tra i soci dell’attività intestata a Miriam Caroccia, figlia ventenne di Mauro, il deputato di FdI e altri suoi colleghi piemontesi di partito.

I magistrati sospettano che la società proprietaria del locale, la “5 forchette srl”, sia stata creata per «accrescere e rafforzare la posizione del clan Senese sul territorio tramite il controllo di attività economiche». In questo modo il gruppo criminale avrebbe provato a «reinvestire i capitali illecitamente accumulati nel corso degli anni» e a «sottrarre bene e attività illecitamente accumulate dall’associazione a misure ablatorie».

Mauro e Miriam Caroccia sono accusati di riciclaggio e intestazione fittizia aggravata dall’aver agevolato un’associazione mafiosa. E le chat tra Delmastro (non indagato) e il ristoratore possono fornire elementi utili a ricostruire gli affari del clan sul territorio. Gli accertamenti, dunque, non riguardano l’ex sottosegretario alla Giustizia, eppure il centrodestra pare intenzionato a negare il via libera.


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