Trump e il giallo del nuovo Air Force One donato dal Qatar: ecco perché è rimasto in Turchia

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WASHINGTON. Donald Trump assicura che non sia stato per ragioni di sicurezza, ma sarebbe stato lo stesso Servizio Segreto a consigliare e convincere il tycoon a lasciare la Turchia – mercoledì sera – a bordo del vecchio Air Force One, anziché del suo nuovo Boeing 747-8 donato dal Qatar.

Il motivo? Semplice precauzione – un eccesso di cautela – dovuta alla ripresa delle ostilità con l’Iran.

«Io sono costantemente sotto minaccia. Sono il primo della loro lista, prima di te. Ma se faccio una brutta fine io, la fai anche tu. Giusto? Magari un giorno vorrai cambiare mestiere», ha detto Trump a un giornalista a bordo dell’Air Force One, di rientro da Ankara, dopo il summit Nato.

Sebbene Trump sostenga che l’Iran voglia eliminarlo, la Casa Bianca non parla di minacce realmente concrete e lo scambio di aerei non sarebbe stato in risposta a un vero pericolo.

Allo stesso tempo, tale decisione dell’ultim’ora alimenta i dubbi sul fatto che il nuovo Boeing – voluto con forza dal presidente e preparato in fretta e furia su specifica richiesta di Trump – sia stato effettivamente dotato, durante i lavori di preparazione iniziati l’estate scorsa, di misure di protezione adeguate.

Funzionari d’intelligence e legislatori del Congresso, da tempo, hanno espresso preoccupazione riguardo alla possibilità che le tempistiche accelerate abbiano impedito l’installazione di un sistema avanzato di difesa antimissile e di altre modifiche necessarie per proteggerlo dagli effetti elettromagnetici di un’esplosione nucleare.

Secondo persone informate sulle capacità del nuovo velivolo – citate dal New York Times – il nuovo aereo non possiede tutte le caratteristiche del precedente.

È noto che il vecchio Air Force One è fornito di un sistema progettato per accecare i missili antiaerei in arrivo, oltre che di contromisure del tipo “chaff” (strisce metalliche riflettenti, ndr) utilizzabili per ingannare i missili e deviarne la traiettoria.

Non è chiaro se, e in quale misura, tali capacità siano state installate sul velivolo più recente donato dal Qatar – che Trump ha voluto mettere in servizio il prima possibile – ma secondo esperti del settore un aggiornamento così esteso potrebbe costare fino a un miliardo di dollari e richiedere fino a due anni per essere completato.

Ciò è dovuto al fatto che l’aereo di base, pur disponendo di interni lussuosi, richiede modifiche strutturali significative per ospitare speciali sistemi di sicurezza:

Al contrario, la riconversione di questo jet 747 in Air Force One è durata meno di un anno e si è svolta presso una struttura in Texas nota per progetti tecnologici segreti: un intervento che avrebbe richiesto più tempo di quanto l’Aeronautica ne avesse a disposizione per adeguare il jet donato dal Qatar.

In poche parole: il velivolo del Qatar avrebbe quasi tutte le misure di sicurezza, ma non tutte. E per un volo come quello di Ankara, di fronte a un possibile rischio di fronte alla tensione con Teheran, si è preferito evitare ogni possibilità.

Da parte sua, The Donald ha sostenuto che lo scambio servisse a permettere al nuovo jet di partire in anticipo ed effettuare scali presso basi militari statunitensi per mostrarlo alle truppe, dato che il velivolo è “magnifico”.

In un post sui social media, Trump aveva annunciato che avrebbe volato a bordo del velivolo più vecchio «per amore dei vecchi tempi», così da poter mostrare l’aereo più recente presso la base aerea di Mildenhall, in Inghilterra, e offrire alle truppe statunitensi l’opportunità di visitarlo.

Sicuramente ciò che si è visto ad Ankara ha destato stupore: Trump è entrato di corsa sul vecchio aereo, prima che i giornalisti al seguito potessero osservarlo o fotografarlo mentre saliva la scaletta, come fanno di solito.

Ai passeggeri a bordo è stato inoltre ordinato di abbassare le tendine dei finestrini prima del decollo.

L’aereo è atterrato nel Regno Unito nella tarda serata di mercoledì; successivamente, il presidente è passato sul nuovo jet per rientrare a Washington.

Dopo la partenza, Trump ha riferito ai giornalisti che l’ordine di chiudere le tendine all’imbarco da Ankara era stato impartito probabilmente a causa della minaccia rappresentata dall’Iran.

«Beh, sì, perché probabilmente vi trovate su un volo a rischio a causa di quei loschi individui con cui dobbiamo avere a che fare», ha detto il tycoon ai giornalisti.

Secondo Alissa Pavia, direttrice associata dei programmi per il Medio Oriente del think tank “Atlantic Council”, non è inverosimile credere che i Pasdaran vogliano assassinare il presidente Trump: «D’altronde, la guerra USA-Israele-Iran è stata anche una guerra di decapitazione, con importanti leader come Khamenei e Nasrallah uccisi da raid israeliani con il supporto americano. Inoltre, nel 2024 il Dipartimento di Giustizia americano ha accusato un cittadino afghano in relazione a un presunto complotto iraniano mirato a uccidere Trump», spiega l’analista a La Stampa.

«Però il problema principale rimane l’aereo stesso, non tanto la politica estera iraniana, dal momento che ormai i due paesi sono in guerra. È chiaro, dunque, che in una situazione di acute tensioni come quelle che stiamo vedendo, il lusso diventa di secondaria importanza rispetto alla sicurezza personale del presidente», conclude Pavia.

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