Palazzo Nuovo chiuso dal 1 al 23 agosto. «E la testi la scrivo a casa della rettrice?». Il messaggio è chiaro: gli studenti non hanno preso bene la decisione di chiudere in via straordinaria i principali edifici dell’Università di Torino per tre settimane ad agosto.
La protesta degli studenti
«La tesi la volete lo stesso entro il 31 ottobre?» è un’altra scritta a mano spuntata su uno di questi cartelloni, sempre a Palazzo Nuovo. Ciò che forse non sanno gli studenti – e magari sarebbe stato giusto spiegarglielo, accanto a questo tipo di comunicazioni – è che l’ateneo ha provveduto a tenere aperte una quindicina di altre strutture per consentire loro di studiare e preparare tesi al fresco anche ad agosto.
Il bilancio in rosso
Ma la domanda è: perché chiudere i principali poli di studio, da Palazzo Nuovo al Campus Einaudi? Il motivo è una questione economica: UniTo ha un bilancio in rosso di 64 milioni che bisogna sanare. Per farlo ha avviato una serie di misure di analisi della spesa e risparmio economico, tra cui la chiusura delle sedi universitarie per tre settimane ad agosto e due settimane tra dicembre e gennaio.
Le sedi aperte ad agosto
- Palazzo del Rettorato (Via Verdi 8) con orario ridotto 8.00-18.00 (chiuso solo dal 17 al 21 agosto)
- Via Po 11, aperta come sede per l’utilizzo delle postazioni comuni, dalle 8.00 alle 18.00
- Via Maria Vittoria 31, aperta per le postazioni comuni, dalle 8.00 alle 18.00
- Segreteria Studenti di Via Sant’Ottavio 17/19, aperta per le postazioni comuni, dalle 8.00 alle 18.00
- Campus Luigi Einaudi, con l’aula studio dell’edificio D1 aperta dal 3 al 14 agosto, dalle 8.00 alle 23.00
- Orto Botanico, aperto
- Fisiologia (Corso Raffaello 30), aperto con orario regolare
- Anatomia (Corso Massimo d’Azeglio 52), aperta con orario regolare
- MBC – Biotecnologie (Via Nizza 52) e MBC 2 – Scalo Vallino (Via Nizza 40), aperti
- Sedi delle Molinette (Via Genova, Via Cherasco, Via Santena e Corso Dogliotti), aperte con orari ridotti
- Ospedale Sant’Anna, aperto con orario regolare
- Grugliasco, dove restano operativi il Centro Servizi, l’Azienda Agricola, le Serre, il Canile e la Portineria centrale
- Ex La Stampa (Via Chiabrera 27), dove rimangono aperte 5 aule studio al piano terra, dalle 8.00 alle 18.00, anche se il resto dell’edificio è chiuso
- Presidio logistico dei Musei (Via Giuria 15), aperto anche il 15 agosto.
Le testimonianze
In tanti storcono comunque il naso. «Di solito studio al Campus soprattutto per l’aria condizionata. Starò via solo la prima settimana di agosto, poi tornerò a preparare gli esami: senza luoghi climatizzati la concentrazione e il benessere ne risentono» racconta Matilde Marchisio, 25 anni, che sta studiando per la magistrale. Sul caso interviene anche il Coordinamento UniTo, di cui fanno parte docenti, ricercatori, dottorandi e studenti di area più progressista. «Delle esigenze degli studenti, la Rettrice pare non interessarsi, preoccupata di risparmiare sull’aria condizionata e sulla luce. Quell’aria condizionata che da settimane viene spenta nelle aule di Palazzo Nuovo verso le 15 mentre ci sono ancora gli esami, costringendo i docenti a portarsi gli studenti nei propri studi. Non sembra che la Rettrice abbia avuto la stessa preoccupazione verso i costi del nuovo campus di Grugliasco né quando era vice rettrice né ora» scrivono sul loro blog.
I ricercatori
Le difficoltà non riguardano soltanto gli studenti. «Ci sono persone che devono consegnare la tesi a settembre: non si possono trattare gli spazi di un campus, frequentati da dottorandi e ricercatori, come un liceo» osserva Mattia C., ricercatore. «Per chi fa ricerca è un problema serio. Oltre alla chiusura estiva, anche quella invernale crea enormi difficoltà. Io potrei permettermi di passare agosto fuori città, ma non tutti possono farlo». Secondo lui, il problema va oltre la sola disponibilità di aule studio. «Si sta perdendo il valore delle biblioteche: ormai vengono considerate solo spazi dove studiare, mentre la possibilità di consultare libri e materiali resta fondamentale. Queste chiusure finiscono per sminuire proprio quella funzione». Una riflessione condivisa anche da Anna, 29 anni, bibliotecaria. «Torino sembra non rendersi conto di essere una città con quasi un milione di abitanti e che ad agosto molte persone restano qui. Mancano luoghi dove stare e respirare. Le biblioteche dovrebbero essere spazi di aggregazione, soprattutto per chi non può permettersi di consumare qualcosa in un locale climatizzato. In molte città europee restano aperte tutto l’anno. Capisco che la questione energetica sia importante, ma bisognerebbe trovare un equilibrio».
Il nuovo appalto e il limbo dei lavoratori
Intanto, la questione delle chiusure estive si intreccia con quella dei lavoratori esterni dell’ateneo. Dopo la protesta del personale delle biblioteche, il disagio si è esteso anche agli addetti ai servizi di portierato, logistica e assistenza alle aule, coinvolti nel recente cambio di appalto che ha visto il passaggio dalla cooperativa Rear alle società Pilò e Punto Pulizia. Secondo la Flaica Cub Torino, molti dipendenti temevano di dover utilizzare ferie non ancora maturate per coprire il periodo di chiusura degli edifici. Il sindacato ha chiesto all’ateneo e alle aziende di individuare soluzioni alternative, denunciando ancora una volta le difficoltà dei lavoratori esternalizzati. Dall’Università fanno però sapere di avere lavorato affinché il personale potesse usufruire delle ferie maturate con il precedente appalto, consentendone l’utilizzo anche dopo il passaggio alle nuove aziende. Una soluzione che, nelle intenzioni dell’ateneo, dovrebbe limitare le ricadute della riorganizzazione estiva sui dipendenti coinvolti.
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