Philadelphia, dove non si vede anello di campioni dal 1983 – quando c’era Doctor J (Julius Erving) -, ha vinto la riffa per ospitare l’ultimo o penultimo di LeBron James in Nba. Il Prescelto, dopo tre settimane da free agent, ha selezionato la prossima tappa della sua storica carriera: i Sixers, quarta maglia di una carriera da quattro titoli tra Cleveland (uno), Miami (due) e Los Angeles Lakers (uno). Il miglior marcatore di tutti i tempi della Lega, all’interno di una parabola agonistica che ha già ridefinito i concetti di longevità e grandezza, batte un altro record: la prossima stagione, la prima a Philadelphia, sarà la 24esima tra i professionisti.
Nessuno era durato così tanto sul palcoscenico della Nba. «Credo di poter contribuire a rendere i Philadelphia 76ers una squadra da titolo e sono entusiasta di entusiasmare una nuova tifoseria e iniziare questo incredibile viaggio», il pensierino lasciato sui social da LeBron. Contratto biennale, con uscita dopo una stagione in favore del giocatore, da 8 milioni di dollari: così i Sixers hanno battuto Cleveland Cavaliers, Golden State Warriors, Minnesota Timberwolves e Miami Heat nella caccia al pezzo più grosso, nonostante i 41 anni che a dicembre diventeranno 42, del mercato Nba.
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L’acquisto di Jaylen Brown dai Celtics, a inizio mese, si è rivelata la prima mossa di avvicinamento di Philadelphia a King James, autore nella scorsa stagione (la 23esima al di sopra dei 20 punti di media) di una media di 20,9 punti, 7,2 assist e 6,1 rimbalzi, al fianco di Luka Doncic (nuovo primattore), nei Los Angeles Lakers. « Ovviamente non abbiamo raggiunto l’obiettivo, ma non considero la mia stagione una delusione», il commento di LeBron dopo le ultime fatiche in gialloviola. «Anche perché mi sono trovato in posizioni che non avevo mai ricoperto in carriera… Non sono mai stato la terza opzione offensiva durante la mia vita», il presagio di un futuro a Los Angeles all’ombra di Doncic.
Meglio, allora, cambiare aria e trovare una sistemazione che permettesse a James di lottare ancora per il titolo nella fase finale della sua carriera. Sulla carta, con il doppio colpo James-Brown, i Sixers hanno allestito la migliore squadra dal 2001, anno in cui Allen Iverson concluse la sua stagione da MVP e Philadelphia arrivò in finale (battuta dai Lakers del duo Kobe-Shaq). Con Maxey, Brown e Joel Embiid, James – teorica ala grande titolare – può integrarsi perfettamente senza doversi assumere una responsabilità offensiva eccessiva. E Philadelphia, senza un titolo da 43 anni e l’ombra di una finale da 25, può tornare a sognare in grande.
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