Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno cercato di ricucire i rapporti durante un faccia a faccia di oltre un’ora nello Studio Ovale, lontano dalle telecamere.
Al centro dell’incontro l’Iran e l’obiettivo comune di impedire a Teheran di dotarsi dell’arma nucleare. La Casa Bianca ha definito il colloquio “produttivo”, mentre Netanyahu ha parlato di “piena collaborazione”. Il portavoce israeliano Doron Spielman ha assicurato che Usa e Israele sono “pienamente allineati” sull’Iran.
Trump però non ha nascosto le tensioni con l’alleato, criticando Netanyahu per alcune dichiarazioni sull’intelligence iraniana.
Il presidente americano ha ribadito che, senza un accordo, gli Stati Uniti potrebbero colpire il sito nucleare di Pickaxe Mountain.
Restano inoltre divergenze sulla possibile vendita di caccia F-35 alla Turchia, contestata da Israele. L’incontro arriva mentre la guerra con l’Iran prosegue e Washington valuta le prossime mosse. Fuori dalla Casa Bianca un gruppo di manifestanti pro-Pal ha contestato Netanyahu, definendolo “criminale di guerra”. I dimostranti hanno chiesto agli Stati Uniti di fermare il sostegno militare a Israele. Le critiche al premier israeliano crescono anche negli Usa, soprattutto tra i democratici. Un centinaio di deputati liberal ha recentemente sostenuto il taglio degli aiuti a Israele. Gli alleati di Trump temono che Netanyahu possa spingere verso un’escalation nella regione.
Per approfondire:
Axios: l’Iran ha lanciato missili verso base Usa in Giordania, intercettati
L’Iran ha lanciato missili balistici contro una base statunitense in Giordania. Lo riporta su X il giornalista di Axios Barak Ravid, aggiungendo che tutti i missili sono stati intercettati, secondo quando riferitogli da un funzionario americano.
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