Slitta l’esame e il voto dell’aula della Camera sulla domanda di autorizzazione all’uso delle chat di corrispondenza tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Mauro Caroccia. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Alla luce della lettera pervenuta questa mattina dal procuratore Lo Voi, il caso è tornato in Giunta autorizzazioni, in corso in questo momento. Dopo le valutazioni della Giunta sarà nuovamente calendarizzata la discussione in aula.
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Il Pd chiede di riconsiderare il no all’acquisizione delle chat. «Gli elementi della lettera» di Lo Voi «sono sicuramente rilevanti. Ora la giunta deve aver modo di analizzarli e fare le sue valutazioni. Mi pare di poter dire che si rafforzano ulteriormente» le motivazioni «per acquisire le conversazioni dell’onorevole Delmastro» che era «la posizione del Pd e delle forze di opposizione. Credo che la giunta debba riconsiderare l’orientamento negativo della maggioranza». Lo ha detto la capogruppo del Pd Chiara Braga dopo la capigruppo.

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E il M5S vuole votare al più presto: «Abbiamo chiesto che l’Aula aspetti i lavori della giunta delle autorizzazioni» su Delmastro «perché per noi è imprescindibile votare al più presto su questa vicenda». «Ora la palla passa alla giunta per analizzare questa lettera che, a quanto emerge, chiede di autorizzare anche per il diritto alla difesa la visione di queste chat». «Questa classe politica cerca di autoconservare il diritto a nascondere le cose». Lo ha detto il capogruppo del M5s alla Camera Riccado Ricciardi al termine della conferenza dei capigruppo.
Per Forza Italia si tratta di una procedura anomala. «Devo dire che è una procedura non solo inedita ma anche anomala». Così il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, dopo il rinvio dell’esame della richiesta di autorizzazione dell’utilizzo delle chat dell’ex sottosegretario alla Giustizia di FdI Andrea Delmastro con Mauro Caroccia, previsto per oggi nell’aula della Camera. «Io – sottolinea – sono in Giunta autorizzazioni da tanti anni e non avevo mai visto che un’ora prima della votazione arrivassero dei documenti nuovi da parte di una procura e si bloccasse l’iter già con il parere della Giunta autorizzazioni predisposto sul quale l’aula doveva esprimersi. Poniamo un caso diverso in futuro. Poniamo che ci sia una richiesta di arresto nei confronti di un deputato, che la Giunta autorizzazioni si esprima, che si arrivi in Aula e che magari il legale di quel parlamentare depositi una memoria in procura. Cosa fa la procura? La trasmette all’Aula e si blocca l’Aula e si blocca e si paralizza il percorso? Attenzione, perché questo potrebbe creare un precedente a degli escamotage dilatori». «Noi dobbiamo a un certo punto definire, abbiamo anche dei termini per decidere queste questioni. Ovviamente, ci devono essere tutti gli approfondimenti istruttori che ci sono stati». Tra l’altro, «da quello che ho capito, la procura pare che abbia detto: io vi trasmetto la memoria che ho ricevuto dalla difesa di un indagato, che però io non ho aperto e che probabilmente ha il contenuto delle chat, apritelo voi se volete», conclude Costa.
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