Mattarella: “La difesa comune Ue è strumento per garantire la pace”

0
3

«In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge. Se invece si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato». Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è interventuo nel corso della cerimonia del Ventaglio al Quirinale.

Il capo dello Stato è intervenuto sull’esigenza di «un’efficace difesa comune europea». A tal proposito ha precisato che «l’attitudine e la strategia che ho appena ricordato rende evidente che la sua realizzazione non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace. Siamo di fronte a uno scenario crescente di conflitti che infiamma un arco di crisi che dal Mediterraneo coinvolge il Golfo, si affaccia sull’Oceano Indiano, vede la guerra nel cuore dell’Europa: per numero di Paesi coinvolti, di popoli sofferenti, difficile non coglierne la dimensione globale e le responsabilità che ne derivano».

«Conosco bene l’esercizio di critiche rivolte all’Unione per insufficiente incisività dalla sua azione, critiche avanzate con accanimento soprattutto da chi ne ostacola, in ogni modo e circostanza, la possibilità di strumenti decisionali e operativi più efficaci», ha aggiunto.Il presidente ha toccato anche il tema del libero scambio: «Vorrei sottolineare come prosegua lo sviluppo di sempre più sempre più numerosi accordi di libero scambio, conclusi o in corso di negoziato, con aree vaste di diversi continenti – dal Canada al Giappone, dall’America meridionale all’India, di intese con diversi altri paesi o aree che li raccolgono. Accordi e intese che inducono a collaborare e a impegnarsi in comune nella reciproca convenienza».

Un monito dal capo dello Stato anche sull’astensionismo: «Non nascondo, doverosamente, la preoccupazione, tante volte manifestata, per il crescente fenomeno della mancata partecipazione al voto. Fenomeno che, affrontando il tema elettorale, dovrebbe essere il punto di attenzione principale per tutte le parti politiche, al di sopra di qualsiasi altro aspetto».


Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it