«Le ricadute sulle famiglie ci sono, dato che le persone fanno molta più attenzione alla spesa alimentare. Ma a preoccupare, soprattutto in vista del secondo semestre, sono gli acquisti “non primari”, ossia abbigliamento, fai-da-te, mondo della cosmesi e della profumeria, pet-food, mobili e arredo». Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, fa il punto sul caro carburanti che sta investendo il Paese.
In particolare, con un occhio di riguardo ai «costi energetici e logistici» sulla grande distribuzione, che si stima incidano «tra il 4 e il 6%». Eppure, se il conto di bollette e trasporti rimane su questa lunghezza d’onda, «si rischia un aumento dei costi delle imprese fino a 2 punti percentuali, in un settore con marginalità che si aggira mediamente intorno all’1%».
Ricadute sul cliente finale?
«Ancora non ci sono. Ma il problema del caro carburanti, specie nell’ambito ortofrutticolo, ha effetti negativi nel trasporto primario, ossia dalle produzioni primarie ai centri di distribuzione, e in quello secondario, ovvero l’arrivo della merce ai punti vendita. Inoltre, c’è anche la ricaduta dei costi energetici sulla catena del freddo, necessaria per il mantenimento di temperature controllate per garantire la qualità del prodotto».
Impatto sui consumi?
«C’è, perché le famiglie sono in attesa di capire cosa stia succedendo. La fiducia è leggermente risalita, ma resta bassa. A preoccupare perlopiù è la sfera degli acquisti non primari, che in qualche modo sono rimandabili. Non vediamo ancora segnali per un’inversione di tendenza, ecco perché il secondo semestre dell’anno non sarà facile lato consumi».
Come mai?
«Perché è il semestre che pesa di più non solo per il mondo alimentare, ma per tutti i consumi specializzati – abbigliamento e non – che negli ultimi tre mesi hanno un momento fondamentale. Se non saranno risolti i conflitti e non vi sarà un percorso di rientro dei costi di energia e carburanti, la situazione può diventare molto pesante».
E sui prezzi del cibo?
«Prevedo ricadute in misura limitata, perché sui consumi primari siamo arrivati a un punto difficilmente comprimibile. Il carrello della spesa è stabile, mentre l’impegno delle imprese è garantire tramite attività promozionali e l’offerta di prodotti a marchio del distributore maggiori opzioni di scelta che consentano acquisti di qualità a prezzi contenuti».
Alberto Leonardis, presidente di Sae, intervistato da David Parenzo a PiazzAsiago

Bilancio sugli incentivi del governo?
«Incentivi come il taglio delle accise hanno avuto impatti limitati. Il trasporto dei prodotti nella grande distribuzione avviene prevalentemente su gomma. Verso questo settore, così come nei confronti delle famiglie fragili, che insieme rappresentano un asse centrale dell’economia e della tenuta del Paese, servono misure più mirate».
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