Il prezzo del gasolio continua a salire, e l’effetto del taglio delle accise entrato in vigore lunedì scorso evapora ogni giorno di più. Il governo ha impegnato altri 125 milioni di euro per calmierare sino al 6 agosto il costo del gasolio ma lo sconto di 17,2 centesimi previsti dal suo ultimo decreto finora non l’ha visto nessuno.
Il gasolio in modalità self costava 2,185 euro al litro lunedì e 2,180 euro martedì, poi grazie al taglio delle accise si è scesi a 2,074 mercoledì e a 2,066 il giorno seguente, ma già venerdì l’Osservatorio del Mimit ha registrato una prima risalita a quota 2,080 per arrivare poi ai 2,092 euro di ieri. Al massimo le rilevazioni quotidiane hanno registrato un calo di 11,9 centesimi di prezzi medi, mentre ieri lo sconto non arrivava a 9 centesimi rispetto a inizio settimana.
Cosa fa il governo
Un bel guaio per il governo che al Consiglio dei ministri di martedì dovrà decidere se e come confermare il taglio delle accise. C’era una generica aspettativa che le tensioni in Medio Oriente avrebbero potuto raffreddare in questi giorni le quotazioni dei prodotti petroliferi ma finora non è andata così, tant’è che anche i prezzi della benzina sono aumentati arrivando ieri a quota 1,998 euro al litro.
Alberto Leonardis, presidente di Sae, intervistato da David Parenzo a PiazzAsiago
Scorrendo i dati dell’Osservatorio prezzi i prezzi più alti si registrano nel Mezzogiorno (Calabria, Molise, Basilicata, Puglia, Sardegna e Sicilia) ed in Friuli Venezia Giulia: in queste regioni la super ha già sfondato la soglia psicologica dei 2 euro mentre il gasolio viene venduto a più di 2,1 euro al litro. Il Piemonte si piazza sotto la media (2,085 il gasolio e 1,993 la benzina) mentre i prezzi più bassi si registrano nelle Marche: 2,071 euro al litro il gasolio e 1,984 la benzina.
Codacons: spesa per i rifornimenti di 782 milioni in più
Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è arrivato a quota 2,083 euro al litro per la benzina e a 2,171 per il gasolio.«Nonostante lo sconto sulle accise, misura che a luglio ha avuto validità per un totale di 7 giorni su 31, la spesa per i rifornimenti nell’ultimo mese è salita di 782 milioni di euro in più rispetto ad un anno fa», sostiene il Codacons che, alla luce nel nuovo taglio fiscale e dell’evolversi dei listini alla pompa, ha calcolato l’impatto definitivo del caro-carburante sulle tasche degli italiani.
Mentre sugli automobilisti è arrivata una nuova «stangata», secondo l’associazione, «sempre nell’ultimo mese lo Stato, grazie a Iva e accise, ha guadagnato circa 2,9 miliardi grazie ai rincari alla pompa».La situazione è dunque pesante. E penalizza padroncini, taxi ed Ncc, un platea di 300 mila imprese per le quali il carburante rappresenta una delle voci più rilevanti del bilancio, segnala la Cgia di Mestre, secondo cui «le misure a livello nazionale da sole non bastano. Serve un intervento a livello europeo che permetta ai singoli Paesi di abbassare in modo stabile e duraturo le imposte sui prodotti energetici».
Gli impatti per chi va in vacanza
Per chi si mette in viaggio per le vacanze l’impatto del caro-carburanti è particolarmente pesante. Secondo i calcoli del Centro di formazione e ricerca sui consumi, la spesa più elevata riguarda la tratta Torino-Palermo, circa 1.588 km totali, dove tra andata e ritorno, stando ai prezzi medi del 31 luglio, il costo dei rifornimenti è di 453 euro per la benzina e di 389 per il gasolio.
Da Torino a Reggio Calabria (1.362 km) la spesa media è di 333 euro per il gasolio e 388 euro per la benzina, da Milano a Catania (1.342 km) si spendono invece rispettivamente 328 e 382 euro. Tra andata e ritorno servono oltre 300 euro se si viaggia da Genova a Catanzaro, da Bolzano a Lecce o da Bologna a Reggio Calabria. Rispetto a 12 mesi fa i più penalizzati sono i proprietari di auto a gasolio perché nonostante il taglio delle accise un litro di diesel costa oggi in media il 26% in più (43 centesimi in più al litro), mentre la benzina è rincarata del 16,5%.

Ed ecco perché, rispetto all’estate del 2025, la spesa per i rifornimenti di gasolio risulta più elevata di 81 euro sulla tratta Torino-Palermo, quasi 70 euro in più da Milano a Catania e da Torino a Reggio Calabria, e costa oltre 50 euro in più andare in auto da Milano a Lecce, da Genova a Catanzaro o da Bologna a Reggio Calabria.
«Le famiglie che devono raggiungere in auto le località di villeggiatura non hanno alcuna difesa – denuncia il presidente del comitato scientifico del Crc, Furio Truzzi – e dovranno sottostare ad una stangata che, da un lato, alleggerirà il portafogli, dall’altro, le spingerà a tagliare le spese in altri comparti per far quadrare i conti a fine mese».
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