«Faccia di spazzatura o Farage? ». Risposta lampo: «Nigel…». Da una panchina di fronte al mare l’anziano signore emette il suo verdetto. Voterà ancora per Nigel Farage. D’altronde il leader della destra inglese qui a Clacton-on-sea ha il suo feudo elettorale, da cui approdò alla Camera dei Comuni. Già ora però gli abitanti di questa cittadina dell’Essex a due ore da Londra, affacciata sul mare del Nord, sono chiamati di nuovo a votare perché gli scandali finanziari che lo inseguono hanno indotto Farage a una mossa azzardata. Dimissioni e ricandidatura alle elezioni suppletive del 13 agosto per tornare in Parlamento a furor di popolo, sfidando l’indagine disciplinare su svariati milioni di fondi ricevuti e mai dichiarati e quella della polizia sulla provenienza dei soldi. Inchieste che ovviamente continuano ma lui così fa appello ai sostenitori contro le accuse «di palazzo».
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Trentaquattro i candidati, uno più bizzarro dell’altro. In assenza dei partiti maggiori – che boicottano questo voto – lo sfidante numero uno è infatti “Count Binface”, “Conte Faccia di spazzatura”, perché si presenta con un secchio dell’immondizia sulla testa, simbolo della pulizia necessaria nel mondo politico. I sondaggi lo accreditano addirittura al 20 per cento. E poi una pletora di altri, dai tre esponenti del “Monster Loony Raving party” fondato da ex rockettari, fino al rappresentante del partito “Tutti siamo Dio” e così via. «Abbiamo dovuto stampare la più lunga scheda elettorale nella storia inglese – ci racconta Ian Davidson, responsabile dell’ufficio elettorale –. È lunga quasi un metro e dovrà essere arrotolata e non piegata. Sarà un bel problema ai seggi».
Finora nessun comizio o evento pubblico, al massimo qualche incursione dei due maggiori protagonisti ad uso di fotografi e telecamere.
«C’è una atmosfera surreale, non sembra sia imminente un voto da cui dipenderà il futuro di Farage e quindi della destra inglese, visto che il suo è un partito personale», ci dice Sarah Cox, giovane scrittrice specializzata in storia del pugilato. Si è trasferita anni fa da Londra a Clacton attirata dai prezzi bassi delle abitazioni e affascinata dal mare, come tantissimi altri residenti.
Questa è infatti diventata la riviera dei pensionati londinesi, un po’ Miami dei poveri, un po’ ritratto perfetto della provincia inglese, con i chioschi di “fish and chips”, le rivendite di vestiti usati, le sale giochi e per le scommesse.

«Clacton si è popolata di chi fugge dalla metropoli. Quasi sempre anziani, pensionati, più o meno benestanti. Un profilo che spiega anche il sostegno elettorale a Farage», racconta il vice sindaco del distretto. Si chiama Carlo Guglielmi, pugliese arrivato in Inghilterra da ragazzo nei primi anni Settanta. Una vita nella politica locale, per 13 anni consigliere della contea, conosce bene i suoi concittadini. Su Farage aggiunge: «Nei due anni da deputato locale non ha mai partecipato alle riunioni per il progetto più importante della zona. Un risanamento urbanistico da 20 milioni di sterline. Siamo rimasti molto delusi». Ne sono consapevoli anche i sostenitori: “L’ho votato e torno a votarlo – ci racconta William Craig, muratore in pensione, seduto con la moglie a prendere il sole –. È un politico vero, parla alla gente. Anche lui però per la circoscrizione non ha mosso un dito».
«È consuetudine dei deputati essere a disposizione in zona un giorno alla settimana. Farage non fa neppure questo – aggiunge Sarah Cox – Voterò Binface, sarà un voto di protesta ma un segno lo lascerà».
Mark Platt è un commerciante di mobili. Ci riceve nel suo showroom nell’area più borghese della zona, Frinton: «Nigel si presenta come uomo del popolo ma ha troppi affari, il suo partito sembra una società per azioni. I piccoli imprenditori lo capiscono e non si fidano».

In Essex si vedono poi chiaramente i disastri della Brexit, l’uscita dall’Unione europea di cui Farage è stato paladino e protagonista. Ad esempio all’Università. «Con il raddoppio delle rette per gli studenti europei abbiamo avuto un crollo delle iscrizioni. A fine agosto chiude il campus di Southend, 400 posti in meno tra docenti e personale amministrativo», racconta sconsolata Theresa Zoers-Taylor, regista nella scuola di teatro. Ancora nell’anno accademico 2021/22 gli studenti qui erano oltre 2000. Si sono ridotti a meno di 800. Farage batte sul tasto dell’immigrazione ma fa sempre più fatica a distrarre l’attenzione dai suoi traffici finanziari e dalle conseguenze della sua politica nazionalistica. I sondaggi lo rilevano. Con l’arrivo di Andy Burnham al governo, i Laburisti sono tornati in testa sorpassando il Reform che dominava da oltre un anno. «Se non verrà rieletto alla grande e i candidati farsa prenderanno molti voti, l’inizio della fine per lui potrebbe partire proprio da Clacton», conclude Mark Platt. Mentre l’assolata estate inglese comincia ad imbronciarsi, proprio questa bizzarra elezione potrebbe dunque segnare l’inizio della deriva per la nuova destra britannica.
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