Si aspetta la pioggia per fermare l’incendio che da lunedì 3 agosto sta distruggendo i boschi e i prati del Monte Barone. Nonostante i sorvoli di Canadair, Erikson ed elicotteri dei vigili del fuoco e nonostante l’attività a terra, le fiamme non si placano e continuano ad ampliarsi. Il fumo poi sta invadendo i paesi del fondo valle. Ieri pomeriggio un temporale ha rilasciato un po’ di pioggia, ma la situazione rimane critica. A coordinare le operazioni ci sono il direttore delle operazioni di spegnimento dei vigili del fuoco e i due CoAib dell’Antincendi boschivi.
Ieri una cinquantina di operatori tra vigili del fuoco e volontari Aib sono stati impegnati ad arginare a terra le lingue di fuoco. È stato necessario richiedere rinforzi di mezzi e autobotti ai comandi vigili del fuoco di Torino e Vercelli. Inoltre sempre nella giornata di giovedì è arrivata anche una squadra Aib da Torino specializzata nel cosiddetto controfuoco, una tecnica avanzata di attacco indiretto all’incendio. Tanti gli amministratori che stanno seguendo da vicino la situazione. Tra questi l’ex sindaco di Pray ed ex vigile del fuoco Gian Matteo Passuello: «Bisogna sperare nella pioggia. Sarà davvero difficile riuscire a spegnere l’incendio definitivamente. È una situazione difficile».

Piena collaborazione da parte del territorio: Unione montana Biellese orientale e i Comuni della valle stanno fornendo panini e acqua ai volontari e al personale dei vigili del fuoco impegnato. Si sta facendo di tutto per fermare l’avanzata delle fiamme.
È stata allestita una vasca d’acqua in zona Le Piane di Coggiola per permettere all’elicottero di rifornirsi in continuazione e intervenire in tempi più celeri nell’area dell’incendio. Le strade di accesso all’alpe continuano a rimanere chiuse. Le fiamme hanno preso la via del fondo valle. Il fuoco rimane lontano dal rifugio Monte Barone, a rischio il rifugio de La Ciota che è stato circondato dalle fiamme. Per fortuna la struttura al momento è al sicuro. Si sta lavorando anche per tutelare le altre baite presenti nel territorio. I residenti delle frazioni alte di Coggiola sono stati preallertati. A rendere le operazioni particolarmente complesse sono le condizioni ambientali. La vegetazione è molto secca a causa delle alte temperature. Il terreno è estremamente impervio. Inoltre non mancano distacchi di massi.
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