Città del Vaticano. I fedeli che si iscrivono alle logge sono in stato di peccato grave: non possono accedere alla comunione. «Quella massonica è un’eresia che si allinea fondamentalmente all’eresia ariana». Il presidente della Pontificia Accademia di Teologia torna a spiegare con chiarezza ai media vaticani l’inconciliabilità tra Chiesa cattolica e massoneria. «In fondo – spiega monsignor Antonio Staglianò – fu proprio Ario ad immaginare che Gesù fosse un Grande Architetto dell’Universo (come la massoneria considera l’Essere Supremo) negando la divinità di Cristo. Ecco perché il Concilio di Nicea, del quale tra poco festeggeremo i 1700 anni, afferma con forza la verità su Gesù che è generato e non creato, Dio da Dio, Luce da Luce, Dio Vero da Dio Vero. La nostra idea di Dio non è dettata dalla ragione umana ma dalla Rivelazione. Distanti anche sul significato profondo di fraternità e carità». A far chiarezza è stata la dichiarazione dottrinaria di Joseph Ratzinger quando era prefetto dell’ex Sant’Uffizio. Con l’approvazione di Karol Wojtyla stabilì il futuro Benedetto XVI: «è stato chiesto se sia mutato il giudizio del Chiesa nei confronti della massoneria per il fatto che nel nuovo Codice di Diritto Canonico essa non viene espressamente menzionata come nel Codice anteriore. Questa Congregazione è in grado di rispondere che tale circostanza è dovuta a un criterio redazionale seguito anche per altre associazioni ugualmente non menzionate in quanto comprese in categorie più ampie». Rimane pertanto immutato «il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione». Inoltre, chiarì Joseph Ratzinger, «non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche con un giudizio che implichi deroga a quanto stabilito».


Inconciliabilità
Quindi se il defunto ha professato apertamente l’appartenenza alla massoneria senza dare segni di pentimento prima della morte, l’autorità ecclesiastica può negare la celebrazione delle esequie religiose in chiesa, poiché il funerale cattolico è un atto liturgico e comunitario della fede. Le logge massoniche prevedono propri rituali di commiato (spesso svolti in forma laica o all’interno della camera ardente/templi associativi) con simboli come il grembiule, i guanti bianchi, l’incenso e rami d’acacia. «L’iscrizione alla massoneria da parte di un fedele è proibita a causa dell’inconciliabilità tra dottrina cattolica e massoneria», ha recentemente ribadito il Dicastero per la Dottrina della Fede in risposta ad un vescovo delle Filippine. La risposta del cardinale Victor Fernandez, prefetto vaticano, è stata controfirmata, come di consueto, dal Pontefice. La misura riguarda anche «gli eventuali ecclesiastici iscritti alla massoneria», si precisa nel documento. Al vescovo filippino, che aveva sollevato la questione, si suggerisce «una catechesi popolare in tutte le parrocchie riguardo alle ragioni dell’inconciliabilità tra fede cattolica e massoneria».


Doppio divieto
Nell’ultimo fine settimana. Due divieti in poche ore per i funerali religiosi ad appartenenti alla massoneria. No del Vicariato per le esequie in chiesa del compositore Bruno Battisti D’Amario, fondatore di una loggia del Grande Oriente d’Italia. Il cardinale Baldo Reina, vicario di Leone XIV per la diocesi di Roma, ha disposto che non fossero celebrate le esequie religiose, inizialmente previste nella Chiesa degli Artisti, al centro di Roma, autorizzando soltanto una breve preghiera. Fondatore della loggia romana del Grande Oriente d’Italia, compositore dell’inno ufficiale dell’organizzazione massonica, è morto Bruno Battisti d’Amario che lavorò anche con Ennio Morricone. Venerdì si dovevano celebrare i funerali alla Chiesa degli Artisti di Roma ma il cardinale vicario Baldo Reina ha chiesto di non procedere con le esequie ma di recitare solo una breve preghiera. A riferirlo è il rettore della chiesa di Piazza del Popolo, monsignor Antonio Staglianò. «Sono stato allertato dalla Segreteria di Stato vaticana che mi ha girato l’articolo del Grande Oriente d’Italia rivelando l’identità massonica apicale del chitarrista D’Amerio. Perciò – dice monsignor Staglianò -. Ho chiamato il cardinale Reina chiedendogli di farmi mandare dall’ufficio giuridico una dichiarazione circa l’impossibilità di fare le esequie in Chiesa. Cosa che il cardinale Vicario ha fatto, precisando con puntualità le modalità da eseguire per la breve preghiera come gesto di carità cristiana e segno che noi cattolici cristiani dobbiamo e possiamo sperare per tutti».


Funerali negati
Nelle stesse ore il vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo monsignor Antonio Suetta ha disposto la sospensione delle esequie ecclesiastiche di Mario Tarducci, 73 anni, già maestro venerabile della loggia massonica Mimosa numero 985 all’Oriente di Bordighera, i cui funerali erano previsti stamani nella chiesa di San Marco Evangelista a Camporosso. Nel motivare la sua decisione, il vescovo spiega come l’appartenenza del defunto alla loggia massonica sia stata appresa «solo ad esequie già fissate», attraverso articoli di giornali locali e le partecipazioni al lutto affisse pubblicamente, nelle quali veniva indicato il ruolo di Tarducci quale “venerabile maestro“. Suetta ha avviato un confronto con il parroco e con i familiari del defunto, chiedendo anche indicazioni superiori sulla gestione del caso. Non essendo stato possibile ottenere istruzioni in tempi utili, e richiamando un analogo episodio verificatosi contemporaneamente nella diocesi di Roma, dove sono state adottate le medesime indicazioni dal vicario del Papa, cardinale Baldassare Reina, monsignor Suetta ha disposto, «a norma del canone 1184» del Codice di diritto canonico, che non venissero celebrate le esequie ecclesiastiche previste per oggi. La diocesi ha inoltre annunciato che nei prossimi giorni sarà diffusa una nota con «le opportune indicazioni giuridico-pastorali concernenti le esequie ecclesiastiche», allo scopo di offrire chiarimenti ai fedeli su casi analoghi.
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