Sigfrido Ranucci torna a usare i social per fare sentire la sua voce dopo l’arresto dell’amico Valer Lavitola come mandante dell’attentato ai suoi danni: «La voce che spaventa – scrive –. Ho imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza».

Queste le parole pubblicate dal giornalista e conduttore di Report, in un post sul proprio account Facebook corredato dalla foto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: «Muoiono tutti nello stesso identico modo – conclude Ranucci –, non tanto per la pallottola o per il tritolo, quanto per aver visto, un attimo prima degli altri, il disegno intero di cui erano parte, e per aver tentato, con l’ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo a voce alta».
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REDAZIONE CRONACHE

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