Fiorini, l’oro fresco della marcia

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Birmingham. Record del mondo a tre giorni dai 22 anni e Sofia Fiorini batte il cinque al traguardo con chiunque la incroci. Oro freschissimo per una specialità che sarebbe giovane quanto lei, maratona di marcia, appena introdotta in un programma che cambia a ogni competizione, ma oggi quella distanza ha un nome e un tempo italiano 3h15’11. Ben sotto il target di 3h17’ richiesto per fissare un primato valido.

Fiorini, toscana, si è trasferita a Milano due anni fa per tentare di prepararsi per le prossime Olimpiadi e contemporaneamente studiare alla Bocconi. Si è ritrovata imbottigliata nel traffico, ma quel passo anomalo ed esuberante, con il ginocchio bloccato, il piede che non può andare in sospensione, l’ha portata a smarcarsi pure dai grovigli di una città ormai aperta alla sua curiosità: “Ho trovato il mio posto. L’Inter, l’energia, gli studi. Ancora ci metto quattro ore di spostamento avanti e indietro tra facoltà e campo di allenamento, il Dordoni di Sesto San Giovanni, ma adesso so di avere fatto le scelte giuste”. Tanto azzeccate da portare al successo immediato, prima uscita importante e vittoria con primato, nel giorno in cui la maratona di marcia è interamente azzurra, con Stano che torna a prendersi la prima piazza. Fiorini ha un tatuaggio nerazzurro sul braccio con l’urlo “Amala”, la fissa per Barella ed emerge da una serie di risultati accattivanti. Prometteva ambizioni, le mancava l’esperienza e ne ha fatto a meno. Il suo è l’oro più sfrontato di una spedizione che ne ha vinti altri sei e non è solo per l’età che si segnala tra i trionfi. È il simbolo di un cambio generazionale, dentro la marcia inquieta, perennemente a rischio estinzione.

Si ritrova su un percorso dannato, fatto di superfici differenti, sovrapposte e insidiose, con quattro gare mescolate in cui poteva essere difficile concentrarsi, nella confusione assicurata. Fiorini non ha patito alcuna complicazione: “Questa per me è una base di km, da cui partire per costruire le Olimpiadi. A Los Angeles c’è solo la mezza, sono pronta a prenderci confidenza”. Da debuttante, a Birmingham, non sembrava averne bisogno: è diventata la terza azzurra dopo Annarita Sidoti, il suo idolo e Antonella Palmisano a imporsi in un evento di marcia agli Europei. Intorno al 30° km ha staccato la polacca Zdzieblo e ha iniziato a sorridere. Il record strappa dieci minuti al tempo precedente e i 42 chilometri in versione tacco e punta sono ancora tutti da definire, chissà se ne avranno il tempo. Il panorama cambia continuamente in una disciplina sottoposta a costanti test di gradimento, situazione che non ha fatto scappare Fiorini: Ho iniziato a 8 anni, questo sport mi è sempre piaciuto, non credo che non abbia pubblico e di sicuro è divertente. Ma io sono una viaggiatrice solitaria”. Non aspetta il gruppo, lo guida.


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