La prima Pontida senza Bossi: Salvini apparecchia la pace con i nordisti

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Sarà una Pontida diversa: la prima senza il fondatore della Lega Umberto Bossi, scomparso il 19 marzo scorso. Diversa anche perché, dopo anni di partecipazioni di super ospiti stranieri, quest’anno Matteo Salvini ha voluto un raduno “identitario” per mandare un segnale a chi gli contesta una linea troppo schiacciata sul sovranismo internazionale e poco attenta ai territori.

E ancora, sarà una Pontida osservatissima perché arriva dopo mesi di tensioni, trattative e stalli tra il segretario e l’asse del Nord Lombardia-Veneto- Friuli Venezia Giulia-Trentino. Al centro della discussione l’assetto del partito: per i nordisti troppo centralista, motivo per cui – è loro opinione – i sondaggi sarebbero quasi ai minimi storici. Da tempo, i governatori Attilio Fontana, Maurizio Fugatti, Massimiliano Fedriga gli dicono che l’idea della “doppia Lega sul modello tedesco Cdu/Csu” invocata da Luca Zaia proprio da Pontida un anno fa sarebbe l’unica soluzione per imprimere una svolta (e non venire spazzati via alle prossime politiche, che con l’incognita dello Stabilicum potrebbero essere una carneficina elettorale per i leghisti).

Ma, finora, Salvini ha fatto spallucce e rifiutato la proposta. Per dargli un segnale, sempre i nordisti (con Massimiliano Romeo), hanno comunicato a Salvini l’intenzione di fondare un’associazione dentro la Lega. Nessuno si sogna di chiedergli formalmente il permesso, visti i precedenti – “Vannacci ne ha fondata una il giorno dopo essere diventato il suo vice…”, ironizza qualche dirigente – e il segretario non può dire loro di no.

Quel che può fare, invece, è respingere ancora il modello confederale della Lega, l’apertura alla guida collegiale che gli propongono da mesi. Ma alcuni indizi sembrano andare nella direzione di un’apertura. Innanzitutto, nell’incontro di giovedì a Milano con i governatori più Zaia, non avrebbe chiuso la porta all’ipotesi di un allargamento della segreteria promettendo una risposta prima di Pontida. Perciò, entro oggi. Il secondo segnale è nei confronti di Romeo – con cui pare che Salvini non parli da luglio – dopo le dure critiche del capogruppo al Senato sulla gestione del partito. Per due settimane si era arrivati a ipotizzare prima la cacciata “del ribelle” dalla presidenza dei senatori, poi di una esclusione dalla scaletta di domani dal palco. Alla fine, Romeo dovrebbe tenere il suo intervento come previsto.

Quanto al suo ruolo da capogruppo, il fedelissimo salviniano Claudio Durigon, nella neanche troppo inusuale veste di pompiere, ha spento la polemica: «Romeo ha fatto, fa e farà il capogruppo. Sta lavorando bene, dopodiché su come cambiare qualcosa in Lega la vedo in modo diverso. Ma faremo una discussione serena».

Quanto al raduno, si comincia oggi alle 17 con la Pontida dei giovani: attesi il presidente veneto Alberto Stefani, e i ministri Giuseppe Valditara e Alessandra Locatelli. Sempre a Pontida, poco più in là del pratone, l’ex senatore bossiano Giuseppe Leoni ha organizzato una commemorazione per l’Umberto che oggi avrebbe compiuto 85 anni. È prevista la deposizione di una pianta d’ulivo, il canto del Va Pensiero e una messa in suo onore. L’obiettivo è quello di «ricordare il fondatore sei mesi dopo la sua morte e provare a esaudire il suo ultimo desiderio: riappacificare e riunire i mondi che sono e sono stati la Lega», spiega. Leoni avrebbe invitato pure Salvini ma – dice – «Non mi ha mai risposto».

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