Alzheimer: un bacio di 67 anni fa e il profumo del ragù, nasce l’albero della memoria di 500 anziani

0
2

Un bacio di 67 anni fa, i canguri visti in Australia, una vespa bianca, una luna rossa su Rimini… I ricordi vanno coltivati, vale per tutti. A maggior ragione per quanti sono alle prese con una malattia che Frammenti di ricordi da coltivare, per preservarli da una malattia che passa sopra ogni cosa, come il rullo di un imbianchino, e cancella progressivamente la memoria di quello che si è stati, e delle esperienze che si sono vissute. Questa estate la rete delle Rsa Anni Azzurri (Gruppo Kos) ha realizzato un progetto di raccolta e condivisione dei ricordi degli ospiti, tramite foto e messaggi, che merita di essere segnalato: un altro modo per arginare l’oblio. Obiettivo: restituire valore e visibilità al vissuto di ciascuno e conservarne la memoria. Coinvolte le 60 strutture in Italia, Torino compresa, oltre 500 testimonianze raccolte con narratori tra gli 80 e i 95 anni.

Ospiti e operatori costruiscono l’albero dei ricordi

Il lavoro è stato reso possibile dalla collaborazione quotidiana tra ospiti e operatori che, nell’arco dei mesi estivi, hanno dedicato tempo e ascolto alla raccolta di episodi, aneddoti ed esperienze personali, spesso mai condivisi prima. Ogni ricordo è stato trascritto e trasformato in una foglia di carta viola, fino a comporre, struttura per struttura, un albero simbolico che rappresenta la memoria collettiva della rete.

Amore, lavoro e momenti di pace nella memoria

Dai racconti emergono temi ricorrenti: l’amore e il matrimonio, il pianto di gioia dopo la nascita di un figlio (Angela, 84 anni), la soddisfazione per il lavoro fatto bene – una segretaria stimata dal presidente della banca dove lavorava (Antonia, 82 anni), un chirurgo che ricorda la gioia dopo un’operazione riuscita (Isacco, 87 anni). E poi i momenti di pace: le camminate solitarie nei boschi in cerca di funghi (Giovanni, 84 anni), il gelato di una giovane coppia di sposi sul lago di Lecco nel 1957 (Beniamino, 91 anni), una gita a Rimini in Vespa bianca sotto una luna rossa, appena sposati (Luigina, 80 anni), i giri a Bergamo Alta con gli amici – permessi solo a chi era andato bene a scuola (Alessandrina, 89 anni) – e una sera lontana in cui un ragazzo invita a ballare una ragazza, e balla con lei tutta la sera (Clara, 86 anni).

Australia, canguri e Opera House nei ricordi

Maria, 80 anni, di Milano, racconta invece di un viaggio in Australia, tra canguri e koala visti da vicino per la prima volta e lunghi tragitti in auto tra una città e l’altra. Ricorda l’Opera House di Sydney vista dal vivo, e soprattutto l’accoglienza degli australiani incontrati lungo il percorso, sorpresa scoprire quanto amassero l’Italia e gli italiani.

Il primo bacio di Giorgio dopo 67 anni

Giorgio, 95 anni, di Rapallo, racconta invece del primo bacio a sua moglie, 67 anni fa: lo ricorda come fosse oggi, «timido, quasi una prova, ma fu un impegno per sempre». (In allegato, la foto del matrimonio).

Educatori e memoria: il valore dell’ascolto

A raccogliere questi racconti, giorno per giorno, sono gli educatori delle strutture. Salvatore Lo Medico, coordinatore degli educatori Anni Azzurri, racconta: «Ogni foglia dell’albero nasce da un ascolto vero, senza fretta: spesso è la prima volta che quel ricordo viene raccontato a qualcuno. Il nostro compito non è soltanto raccogliere aneddoti, ma soprattutto dare a chi li racconta il tempo e l’attenzione perché quel ricordo torni a contare per lui, prima ancora che per noi». A commentare il valore clinico dell’iniziativa è lo psichiatra Adolfo Bandettini di Poggio, direttore medico dell’area Psichiatria del Gruppo Kos: «La memoria non è soltanto un archivio del passato, ma uno strumento attraverso cui la persona anziana ricostruisce il senso della propria identità nel presente. Raccontare la propria storia, ed essere ascoltati con attenzione, restituisce a chi narra la percezione di avere un ruolo attivo nella quotidianità: far sentire la propria voce. La condivisione del vissuto diventa una leva concreta per il benessere cognitivo dell’anziano, che si sente riconosciuto non per la propria fragilità, ma per la ricchezza della propria esperienza.»

Albero dei Ricordi per la Giornata dell’Alzheimer

Il progetto «L’Albero dei Ricordi – la memoria condivisa non si perde» troverà spazio dal 21 settembre, Giornata Mondiale dell’Alzheimer, sul sito di Anni Azzurri, che per l’occasione si tingerà di viola e ospiterà audio e immagini dei ricordi raccolti.

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it