Conte lancia la sfida da Milano: “Al governo faremo tabula rasa delle leggi di Meloni”

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Giuseppe Conte strappa fogli sul palco milanese di Nova. Su ognuno c’è scritto il titolo di una legge introdotta dal governo Meloni da abrogare. “Nel primo Consiglio dei ministri faremo tabula rasa”, urla il presidente del Movimento 5 stelle. Dall’abuso d’ufficio alle intercettazioni fino ai i decreti sicurezza. “Serve una rivoluzione pacifica – avverte – saremo costretti a essere radicali, senza compromessi”. Il tono non è da leader di una forza politica, ma da aspirante capo della coalizione e del futuro governo. Ma “non ci sono ambizioni personali o di partito”, assicura, facendo notare come nel grande acquario del World Join Center non ci sia nemmeno un simbolo del Movimento, ma solo il logo di Nova. Magari torna utile se Beppe Grillo dovesse spuntarla in tribunale.

Al termine del percorso di consultazione dal basso, gli iscritti M5s hanno approvato tutte le proposte da portare al tavolo del programma con gli alleati. Compresa l’affermazione che “continuare a inviare armi all’Ucraina allontana la pace”, seppure risulti la meno votata nel pacchetto di misure che riguardano l’articolo 11 della Costituzione sul ripudio della guerra, comprendente il no al riarmo, il ripristino del diritto internazionale e il riconoscimento dello Stato di Palestina. L’applauso più fragoroso Conte lo riceve proprio quando sottolinea l’intenzione di interrompere gli accordi commerciali e militari con Israele. Sull’Ucraina, il nodo forse più complicato da sciogliere nel confronto con gli alleati, punta a rassicurare il popolo pentastellato: “C’è stato un approccio fallimentare, nessuno ci chieda di proseguire con la politica estera del governo Meloni”. Poi, parlando in generale del mandato ricevuto sul programma, aggiunge che “non siamo disposti a fare passi indietro, non indietreggeremo di un millimetro”.

C’è chi fa partire il coro “un presidente, c’è solo un presidente”: qui nessuno vuole prendere in considerazione l’ipotesi che non sia lui il candidato premier. L’esito delle primarie e la presenza di Matteo Renzi nella coalizione sono le incognite che agitano il sonno di iscritti e attivisti M5s. Molto più delle armi all’Ucraina. “Se Conte vince le primarie, il resto passa in secondo piano, altrimenti rischiamo di perdere parecchi voti”, ammette l’ex deputato Francesco Silvestri. Il presidente ne è consapevole, teme l’astensionismo dei suoi e, infatti, dal palco fa un appello preciso: “Non potete restare a casa, dovete assolutamente partecipare – dice – in questa situazione astenersi è inconcepibile”. Chiunque prevalga nella sfida dei gazebo, è il sottinteso. Sui tempi Conte non delinea un orizzonte, ora aspetta un segnale da Elly Schlein e dagli altri alleati. “Noi da oggi siamo pronti”, sottolinea davanti ai cronisti. Per il programma e per le primarie.


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