Gonne e battute da caserma

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Cosa volete mai, gli hanno fatto una «domanda leggera» e il generale Roberto Vannacci, avvezzo alle battute da caserma, «leggermente» ha risposto. Meglio una donna con la gonna corta o lunga? Così innocua non era la domanda, se a introdurre nel dibattito pubblico l’annoso quesito è stato nientemeno che il vicepremier Antonio Tajani, erede di quel Silvio Berlusconi che non avrebbe avuto dubbi, e che invece ci ha riportati dritti dritti agli anni Cinquanta e all’orlo rassicurante a metà polpaccio, che alla fine a pensarci bene anche il burqa ha fatto cose buone.

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«Preferisco la donna senza gonna», se ne esce soave il generale in diretta tv, convinto di aver fatto una gran battutona, sembra di vederlo mentre si dà di gomito coi commilitoni. Imbarazzo in studio, «siamo in fascia protetta», tocca ricordargli alla conduttrice. Ma è lì che si intravede il guizzo del patriarca mediterraneo, l’uomo forte che domina le passioni e protegge il sesso debole. E allora si precipita a spiegare che no, non avete capito, lui le donne le adora: di più, ci si inchina «perché danno la vita». Mica semplicemente le rispetta come un uomo, no no, ha proprio una devozione, perché partoriscono e danno figli alla patria. Altro che gonna corta o lunga: o oggetti sessuali o strumenti per la riproduzione.


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