Il libro sul clima finisce in Parlamento. Geologi e presidi: “Non ha fondamento”

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Lui, il diretto interessato, si difende: «Sono stato travolto da una polemica inimmaginabile, accusato di negazionismo. Ma è dal 1690 che la temperatura terrestre cresce costantemente. E io sono uno scienziato e, come tale, mi interrogo e pongo dei dubbi: sì, anche sulla natura antropologica del cambiamento climatico». Così Giorgio Giacchetti, che dell’Ordine dei geologi veneti è il presidente regionale. Una «tesi scientifica», rivendica lui, pubblicata in un libro – “Cambiamenti climatici. Scenari, sfide, soluzioni” – diffuso nelle scuole della provincia di Belluno. Ma contro la quale si è rivoltato lo stesso mondo della scienza, a partire dal suo. «Una leggerezza ingiustificabile. È vero che i cambiamenti climatici ci sono sempre stati, ma è la loro rapidità a rendere questo periodo assolutamente anomalo. E a testimoniarlo è una marea di dati scientifici» si sfoga Rodolfo Carosi, presidente nazionale dei geologi. Infastidito dalle affermazioni in sé, ma soprattutto dal mezzo con cui queste sono state veicolate: un volume pubblicato ad aprile, finanziato con 29.500 euro dalla Regione del Veneto, e che con l’inizio dell’anno scolastico è stato distribuito agli studenti bellunesi di quarta e quinta superiore.

È intervenuto Carlo Barbante, docente a Ca’Foscari e membro dell’Istituto di scienze polari del Cnr, e si è esposto il dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, smentendo le teorie dello scienziato. Con una nota, si è schierata la Società geologica italiana: «Decenni di osservazioni, misurazioni e studi interdisciplinari dimostrano che le attività umane, soprattutto attraverso le emissioni di gas a effetto serra, sono la causa principale del riscaldamento globale in atto. Opinioni e ipotesi prive di adeguato sostegno scientifico non possono essere presentate agli studenti come equivalenti a conclusioni fondate».

Gianna Fracassi, segretaria della Flc Cgil, ha sottolineato «l’assurdità che teorie simili vengano diffuse nei luoghi in cui scienza e analisi dovrebbero essere protagoniste». Attilio Fatta, presidente nazionale di Dirigentiscuola, si è detto «preoccupato dal fatto che nelle scuole circolino testi che contengono posizioni non solo non adeguatamente verificate, ma in aperta antitesi con la stragrande maggioranza delle evidenze scientifiche, e per di più finanziati con risorse pubbliche».

E poi si è schierata la politica. Prima di tutto, con Angelo Bonelli, portavoce dei Verdi e deputato di Avs: «Non ci troviamo davanti a una svista, ma alla pianificazione della disinformazione». E sempre da Avs, ma sponda Sinistra italiana, Elisabetta Piccolotti. Entrambi hanno annunciato la presentazione di «un’interrogazione al ministro dell’Istruzione perché chiarisca se intende sospendere l’uso del testo nelle scuole e per sapere quali controlli scientifici sono stati effettuati». E lo stesso ha fatto il senatore di Iv Enrico Borghi, vicepresidente del partito: «Che il presidente dell’Ordine dei geologi abbia le sue tesi a riguardo è legittimo, ma questa forma di disinformazione non può essere sottoposta acriticamente agli studenti». E i Pd, con l’interrogazione di Rachele Scarpa e la richiesta della responsabile ambiente, Annalisa Corrado, di «ritirare immediatamente l’opuscolo». Anche il M5S, tramite la vicecapogruppo alla Camera Ilaria Fontana, interviene: «La Regione Veneto e il Comune di Belluno si attivino subito affinché il manuale venga ritirato dalle scuole». Il segretario di presidenza al Senato, Pietro Lorefice, aggiunge: «Il Cnr ha già smentito ufficialmente questa tesi, definendola non coerente con le attuali conoscenze scientifiche, e avverte che affermazioni prive di evidenze rischiano di disorientare e compromettere la cultura della prevenzione».

Intanto, dalla Regione Veneto la scelta è non commentare. E non commenta nemmeno Gianpaolo Bottacin, assessore all’Ambiente ai tempi della concessione del finanziamento: nella delibera che lo disponeva, era destinato genericamente alla «realizzazione di un’organica pubblicazione editoriale (…) sulla descrizione ed illustrazione degli interventi di ripristino e ricostruzione nella provincia Belluno in conseguenza dei diversi gravi eventi calamitosi, tra i quali la tempesta Vaia». Ma poi si è parlato d’altro.

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