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In 200 in piazza per il Sì alla Tav, il Radicale Igor Boni: “Grazie a chi ci mette la faccia”

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Sono circa duecento le persone riunite in piazza Palazzo di Città per la manifestazione «No alla violenza, si alla Tav». Come annunciato, insieme ai Radicali e l’ex sottosegretario Mino Giachino, ci sono la Cisl, il governatore Alberto Cirio, il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone, gli onorevoli di Azione Osvaldo Napoli e Daniela Ruffini, il capogruppo della Lega Fabrizio Ricca con gli onorevoli Alessandro Benvenuto e Elena Maccanti, oltre all’assessore del Carroccio Enrico Bussalino. Assente Carlo Calenda, bloccato in Sicilia per i problemi dei voli legati all’Etna. E il sindaco Stefano Lo Russo, come annunciato, «per impegni assunti prima».

Igor Boni apre il presidio contro la violenza

Il primo a parlare dal palco è il radicale Igor Boni: «Un abbraccio a tutti coloro che sono qua e ci mettono la faccia». Lo dice anche Cirio: «Il primo argomento di questa piazza è protestare contro la violenza, e noi ci mettiamo la faccia. Quello che è successo quest’estate è un atto criminale. Rispettare il dissenso è democrazia, le violenze sono criminali. E poi siamo qua per presidiare. Questa non è una manifestazione, c’è già stata nel 2018. Oggi dobbiamo dare messaggi chiari, giorno per giorno. In un Paese in cui forze politiche mettono in dubbio azioni già scelte, presidiamo per la democrazia e per il proseguimento di un’opera che è il futuro del nostro Piemonte».

Cirio difende la Tav e la scelta dell’opera

E aggiunge: «Basta leggere i programmi di alcune forze politiche che dicono «se vinciamo blocchiamo l’opera». Pessimo segnale perché la Tav è stata decisa democraticamente da parlamenti nazionali ed europei, vagliata da governi, un’opera che la democrazia ha detto «è utile». Noi le cose le facciamo, come abbiamo fatto su Asti Cuneo o ospedali, e così con la Tav».

L’assenza di Lo Russo e il messaggio di Cirio

L’assenza del sindaco? «Ognuno fa come ritiene. Io sono qua come cittadino e come presidente della Regione, perché nel mio programma elettorale la Tav era l’opera strategica. E sono qua a dirlo in piazza ancora una volta. Questo è un presidio di legalità con i bambini e sorrisi, non bombe carta. E per presidiare basta uno solo». In piazza anche Gianni Vernetti, Giorgio Merlo, Francesco Aglieri Rinella del Pld, il radicale Silvio Viale, i segretari della Cisl; come bandiere quelle di Azione, Pld, Radicali e Ora!. Assente, per ora, il Partito democratico.

Calenda: «Il popolo del sì deve farsi ascoltare»

Il leader di Azione Carlo Calenda manda un messaggio vocale alla piazza: «Sono prigioniero a tempo indefinito in Sicilia. Quando in Sicilia c’è un problema di eruzione dell’Etna qua si bloccano tutti i voli di tutti gli scali, per cui non c’era modo di arrivare. Tra l’altro succede che i voli già programmati hanno 7 ore di ritardo. Io sto andando verso Trapani, una tragedia.

Il messaggio su Tap, Tav, nucleare e pale eoliche

Il tema è molto contiguo, il tema di un Paese straordinario che non riesce a fare scelte: No Tap No Tav no nucleare no pale eoliche. No nulla. No allo sviluppo. Il popolo del sì deve farsi ascoltare, perché a volte pensa che i suoi argomenti non necessitano di essere spiegati. Quindi le piazze diventano tutte per il «no». Ecco c’è un’Italia del si, noi siamo l’Italia del sì».

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