Home Business La comune-punk di Mutonia sta vincendo la sua battaglia per la sopravvivenza

La comune-punk di Mutonia sta vincendo la sua battaglia per la sopravvivenza

0
2

Fin dal suo nome, Mutonia evoca un’entità post apocalittica che si materializza, appena entrati in questo villaggio di artisti alle porte di Santarcangelo di Romagna, in una serie di mostri metallici realizzati nel corso degli anni: simil-insetti, robot umanoidi, un teschio enorme con tibie a forma di chiave inglese e, a sovrastare l’area di una cava dismessa, una colossale struttura ad arco in cui sono ben riconoscibili gli scheletri di una Cinquecento e di abitacoli di Tir. Il tutto formato da elementi di recupero saldati e riassemblati a colpi di flessibile e fiamma ossidrica da Mutoid Waste Company, una carovana di punk inglesi e scozzesi che si stabilirono qui a inizio anni Novanta, dopo essere migrati dal Regno Unito thatcheriano sempre più inospitale.

Ben accolti da subito da Comune e cittadini, loro e i loro discendenti hanno continuato a viverci e a realizzare le loro opere, – ormai siamo alla terza generazione di mutoidi – ma hanno anche dovuto fare i conti con un vicino di casa che gli ha fatto una guerra legale per dieci anni e che stava per ottenere lo sgombero dal Consiglio di Stato, per il presunto carattere abusivo dell’insediamento (il terreno è demaniale). Tentativo stoppato quest’estate dalla municipalità di Santarcangelo e dalla Regione Emilia-Romagna, con il riconoscimento del prevalente interesse pubblico culturale.

Il sindaco: “Un unicum in tutta Europa”

Filippo Sacchetti, sindaco della cittadina romagnola e convinto assertore dell’importanza artistica di Mutonia, ripercorre le tappe di una vicenda non ancora del tutto chiusa: “La battaglia legale di un privato confinante è iniziata nel 2013 ed è stata vinta l’anno scorso, con la decisione del Consiglio di Stato che respingeva il nostro piano urbanistico che avrebbe permesso di conservare il sito – spiega -. Lo scorso giugno il consiglio comunale ha approvato la dichiarazione di pubblico interesse e lo sgombero è stato scongiurato”. Dichiarazione ribadita anche dalla Regione, ma l’amministrazione non aveva fatto i conti con l’ostinazione del vicino, che ha fatto nuovamente ricorso: “Si andrà a giudizio, la sentenza del Consiglio di Stato è attesa fra un anno – aggiunge Sacchetti -. Noi e la Regione difendiamo il valore culturale di un’esperienza che è un unicum a livello europeo, argomento ribadito anche dall’Accademia di belle arti di Ravenna, che si è mossa a sua volta. I mutoidi fin dall’inizio degli anni Novanta sono stati pionieri del riuso nel campo della scultura, hanno lavorato con enti artistici prestigiosi e con la moda, oltre a portare le loro performance in giro”. Nel territorio del Comune, ricorda Sacchetti, ci sono tracce del loro lavoro, come “il grande gallo romagnolo all’uscita dell’autostrada e la scultura della locomotiva”. Se poi il giudice amministrativo dovesse nuovamente autorizzare lo sgombero, Santarcangelo non si darà per vinta: “Continueremo a difendere il sito, proveremo tutte le vie possibili, è stata anche fatta una petizione che ha raccolto, nel corso del tempo, 30 mila firme”.

La testimonianza di un’artista

A Mutonia attualmente ci sono una ventina di artisti, alcuni di loro hanno famiglia, qualche ragazzino è addirittura nato qui. Come la figlia diciottenne di Lucia Peruch, in arte Lupan, 57 anni, che è arrivata nell’ex cava di Santarcangelo nel 1996 e ci ha aperto il suo laboratorio: “Sono venuta per amore e ho iniziato a convivere con uno dei ragazzi, un artista, che viveva già qui – racconta Lucia -. Ho imparato a lavorare i rottami per farne delle opere che sono visibili sia a Mutonia che negli spazi pubblici di paesi nei dintorni: a Verucchio c’è una mia scultura a soggetto femminile, a San Mauro Romagna, o la spirale etrusca a Villa Verucchio”. Le sue creazioni nel passato sono state esposte anche a Torino grazie al curatore Enzo Biffi Gentili, come l’installazione cinetica alta sette metri poi rimontata in questa strana enclave artistica aperta a chiunque voglia visitarla.

“L’esperienza deve continuare”

Nello spirito del riutilizzo che anima questa realtà dalla sua nascita, ispirato all’immaginario post catastrofico dei film Mad Max, anche la casa di Lupan è stata fabbricata con materiale di risulta: “Un vecchio rimorchio di camion di legno dell’ex Germania Est cui, quando la famiglia si è ingrandita, abbiamo unito il cassone di un altro camion”. I mutoidi vanno e vengono, in omaggio alla loro natura vagabonda delle origini: il gruppo Games with flames (giochi con le fiamme), porta in tour per sagre e manifestazioni il suo spettacolo di sculture di fuoco, artisti come Dog Head realizzano sculture cinetiche per committenti pubblici e privati. “Tutti i giorni c’è gente che viene a vedere Mutonia, ora speriamo che questa esperienza possa continuare – dice Lucia -. Il nostro vicino che vuole sgomberarci ha fatto la prima denuncia al mio ex compagno nel ’98, dice che nuociamo alla sua tranquillità, ma fuori di qui non si sente neanche un rumore…”.

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it