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Musk incaricato dal Pentagono di studiare il “futuro della guerra”. Focus su armi autonome e robot

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La tecnologia sta rapidamente cambiando il modo di fare guerra. Adesso per capire come saranno combattuti i conflitti del futuro è stato chiamato Elon Musk. Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, lo ha messo a capo di un progetto di ricerca per lo sviluppo di armi innovative. La situazione geopolitica è incandescente e la ricerca dovrà procedere a passo spedito, in tempi fuori dal comune. Il capo del Pentagono ha detto infatti che si aspetta i primi risultati già entro 120 giorni.

Insieme a Musk è stato nominato anche l’imprenditore del settore dei droni, Palmer Luckey. I due dovranno plasmare quelle che saranno le difese future. Alla base della decisione c’è la recente disputa con la società di Intelligenza artificiale Anthropic.

In particolare, Musk dovrà contribuire a definire il modo in cui gli Stati Uniti combatteranno i conflitti di domani, e tra i temi c’è anche quello delle armi autonome.

Non solo. Le prospettive guardano ancora più avanti. Musk sta infatti puntando molto sui robot umanoidi che sta già producendo negli stabilimenti di Tesla, la casa automobilistica che guida. Musk ha sostenuto più volte che i suoi robot, che si chiamano Optimus, diventeranno il più grande prodotto mai realizzato. Robot soldato alimentati dall’intelligenza artificiale rappresentano da anni uno degli scenari più temuti per il futuro della guerra. Secondo quanto riportato dal sito «The Information», Tesla avrebbe recentemente prodotto diverse centinaia di robot alla settimana. L’obiettivo per la fine dell’anno sarebbe superare i 1.000 robot prodotti ogni settimana.

Palmer Luckey è invece più orientato sul settore dei droni. Imprenditore californiano classe 1992, ha fondato Oculus, la società che ha rilanciato la realtà virtuale, e nel 2014 l’ha venduta a Facebook per circa 2 miliardi di dollari, quando aveva appena 21 anni. Dopo Oculus ha fondato Anduril, startup della difesa che sviluppa sistemi autonomi, droni militari, tecnologie anti-drone e sistemi basati sull’intelligenza artificiale.

Luckey è stato tra i primi imprenditori della Silicon Valley a portare apertamente il modello delle startup e dell’IA nel settore della difesa, in un momento in cui gran parte dell’industria tech era ancora riluttante a lavorare con il Pentagono.

Con Anduril ha contribuito a trasformare il rapporto tra Silicon Valley e industria militare, puntando su software, droni e sistemi autonomi per le forze armate statunitensi e i loro alleati. Per il ruolo nello sviluppo di tecnologie militari basate sull’IA, è stato paragonato a Robert Oppenheimer, il fisico che guidò il progetto scientifico alla base della bomba atomica.

La disputa con Anthropic

La prospettiva di sistemi d’arma capaci di agire autonomamente grazie all’intelligenza artificiale è tornata recentemente al centro dell’attenzione pubblica a seguito di una disputa tra il Pentagono e la società di IA Anthropic. L’azienda si è rifiutata di consentire al Dipartimento della Difesa di utilizzare la propria tecnologia nelle armi autonome e per la sorveglianza di massa degli americani. Il Pentagono, invece, sostiene di avere il diritto di utilizzare l’IA per qualsiasi finalità legale.

«Uno sguardo creativo sul futuro»

Hegseth ha spiegato che l’obiettivo del progetto, al quale Musk partecipa come uno dei responsabili, è «guardare al futuro con uno sguardo creativo e individuare i settori che dobbiamo conquistare e le capacità che dobbiamo padroneggiare». Hegseth ha affrontato anche il tema della guerra autonoma, cioè l’impiego di sistemi d’arma e di intelligenza artificiale capaci di operare senza un intervento umano diretto e, per esempio, di condurre attacchi. «Dobbiamo agire in anticipo per garantire la superiorità tecnologica e militare sul campo di battaglia nei prossimi decenni», ha aggiunto.

Il ministro ha inoltre annunciato la creazione di un nuovo comando a quattro stelle, con l’obiettivo di sviluppare all’interno delle forze armate statunitensi capacità autonome e robotiche.

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