Borse europee in rosso, affossate dalle pressioni sui titoli di Stato e dai timori per l’inflazione globale. A Milano Piazza Affari chiude in calo del 2,2%, maglia nera del continente. Nel mirino degli operatori i big bancari, a partire da Mediolanum (-4,3%), Mediobanca (-4,2%), UniCredit (-4,1%), Banco Bpm (-3,6%) e Intesa Sanpaolo (-4%). Perdono quota quasi tutti i titoli del listino principale, dalle assicurazioni all’automotive, passando per tlc e utility. Tra i pochi a salvarsi Fincantieri (+2,7%) grazie alle attese sulle spese europee per la Difesa, St (+0,7%) e tra i petroliferi Tenaris (+0,5%).
A Francoforte il calo è ridotto allo 0,9%, mentre più pesante il passivo a Londra -1,73%, Parigi -1,62% e Amsterdam -1,1%. Come in Italia, anche nel resto d’Europa soffrono le banche: Santander perde il 4,19%, BBVA lascia il 4%, Ing segna -3,92% e Bnp Paribas -3,64%.
Impennata dei rendimenti dei titoli di Stato, che in Europa seguono l’andamento del T-Bond decennale al 5,25%. I Btp italiani pagano il 4,69% con uno spread di 118 punti base, mentre i titoli francesi pagano l 4,92% con il differenziale Parigi-Berlino che vola a 140 punti base. I Bund tedeschi vengono scambiati al 3,52%.
Gli analisti si muovono con cautela sul mercato, perché immaginano uno scenario di tassi alti più lungo del previsto senza che appaiano segnali distensivi sulla crisi geopolitica in Medio Oriente per attenuare lo shock energetico. A poco sono serviti a sostenere il mercato i ricavi e stime sopra le attese di Micron che per un attimo è sembrata poter dar fiato agli indici. A metà giornata negli Usa il Dow Jones è in calo dello 0,33%, mentre il Nasdaq flette dello 0,17%.
Sul fronte dei cambi, l’euro scende sotto la soglia di 1,13 dollari e scambia a 1,1255 contro il biglietto verde (da 1,1327 ieri in chiusura), ai minimi da maggio 2025. Euro/yen a 177,06 (178,46) e dollaro/yen a 157,48 (157,55). Fronte materie prime, +2,1% per il gas a 73,8 euro al MWh. Infine, alcuni segnali sui flussi dal Golfo Persico mantengono in ribasso il Brent dicembre a 101 dollari (-2%) mentre il Wti sale dell’1% a 92 dollari (+2,3 per cento).
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