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Aurora Ramazzotti: “Farò cambiare idea a chi mi dà della raccomandata”

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«Competitiva io? Non tanto. Ma forse lo dico perché non vinco mai». E in quel «mai» sembra esserci più di qualche passata scommessa persa con gli amici. La storia di Aurora Ramazzotti è quella di una figlia d’arte che ha fatto poche cose in tv, ma sempre bene. A 19 anni aveva convinto tutti come conduttrice della striscia quotidiana di X Factor, poi è stata Iena su Italia 1, inviata di Ogni mattina, e concorrente di The traitors. Ogni volta arrivava, bucava lo schermo ma, per qualche ragione, si ritrovava di nuovo in panchina. Così ha traslocato sui social, ha tentato una narrazione diversa di sè, sposando battaglie come la body positivity. Dopo tre anni a fare la mamma a tempo pieno, torna in tv con Ballando con le stelle, da sabato su Rai 1. Non più in qualità di «figlia di» ma da donna e madre adulta. «O, come preferisco io, semplicemente Aurora».

Non ama le etichette?
«Sono riduttive. Ognuno di noi è mille cose insieme ma nessuna di queste, presa singolarmente, ti definisce a pieno. Vorrei che emergesse Aurora. Punto. Sarebbe un bel traguardo perché per anni tutti hanno avuto un’idea diversa di me».

Si è mai sentita persa tra i tanti specchi?
«Essendo cresciuta in una famiglia di artisti ho imparato velocemente a muovermi in certi contesti: a essere gentile, sorridere, a non risentirmi per le richieste strane o le solite domande. Ormai è quasi un automatismo. Poi però ti chiedi: io dove sono? Dove finisce la sovrastruttura e dove inizia la mia essenza? Mi sono interrogata a lungo se quella persona che avevo “costruito” con tanta fatica fossi io o solo una maschera dietro la quale nascondere le insicurezze. Quindi sì, è difficile non perdersi tra gli specchi, perché a volte l’immagine degli altri arriva prima della percezione che hai di te stessa. Ma oggi è diverso».

Cos’è cambiato?
«Grazie anche alla terapia, ho fatto uno scatto di autostima e di consapevolezza. Non si può, anzi non si deve piacere a tutti: bisogna cercare il proprio pubblico, chi guarda nella tua stessa direzione. Questo non vuol dire che ho smesso di lavorare su come vengo percepita, semplicemente non ne faccio più un cruccio. Ho capito che chi mi dà della raccomandata per via dei miei genitori sta riversando su di me preoccupazioni sue, o legate a una critica generale alla società. Ma io so chi sono. E oggi io non sono più il mio pregiudizio perché sto bene con me stessa. Anzi, il mio cognome è diventato il mio super potere: quasi mi fa piacere se qualcuno è prevenuto perché so di potergli fare cambiare idea».

Sui social ne ha già convinti 2,7 milioni…
«È un pubblico diverso da quello della tv, dove manco da tre anni: ho voluto dedicarmi a mio figlio. L’ho messo al mondo perché desidero stare con lui, non per delegare ad altri la sua educazione».

C’è chi sostiene che sia meglio non fare figli in un mondo allo sbando: è un pensiero che l’ha mai sfiorata?
«Fosse per me, ne farei altri dieci, però capisco le remore. Abbiamo perso la speranza. In passato si facevano figli persino sotto le bombe, perché si credeva in una rinascita. Oggi il clima è cambiato: domina il pessimismo. Dobbiamo tornare in contatto con il qui e ora, magari gettando il cellulare».


Vietarlo ai minori è già un primo passo?
«Lo è, ed è meglio di zero. Se poi sia davvero la mossa giusta, ce lo saprà dire solo il futuro. Siamo davanti a uno strumento completamente nuovo: è ancora tutto da capire. Sicuramente bisognerebbe lavorare anche sulle famiglie perché molti contenuti online sono generati dagli adulti».

A luglio si è sposata con Goffredo. Un amore che dura da quando aveva 19 anni.
«Ecco, in mezzo a tanta gente che mi descrive in modi lontanissimi da me, lui mi vede. Come in Avatar. Battuta a parte, Goffredo ha visto qualcosa in me quando io avevo ancora 19 anni. Mi ha fatto sentire a mio agio: lui è la mia casa, l’abbraccio dentro al quale mi posso lasciare andare».

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Ballando con le stelle segnerà il suo ritorno alla conduzione?
«La tv è il mio grande sogno ma dovrei trovare un progetto compatibile con la gestione familiare. Se arriveranno delle occasioni le coglierò ma di certo non le inseguirò disperatamente perché essere madre mi fa sentire tanto felice e mi insegna molte cose».

Ma in tv c’è davvero spazio per nuovi volti?
«Poco. È sparita la gavetta: è tutto un prendere quello che arriva, con il rischio di fare un percorso discontinuo cominciando ogni volta da zero. Com’è successo a me. Ma va bene: a X factor ero troppo piccola, probabilmente mi sarei bruciata. C’è una ragione se certe cose non sono arrivate: forse non ero pronta. Oggi invece sì».

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