«Ogni anno in Italia muoiono 500 bambini per quelli che chiamiamo incidenti pediatrici: annegamenti, incidenti domestici, soffocamenti, e ogni giorno fra gli adulti ci sono 200 vittime per arresto cardiaco». Mirko Damasco, presidente dell’associazione Salvagente Italia, da anni porta avanti la sua battaglia per prevenire tanti lutti che si potrebbero evitare con interventi di primo soccorso. Davanti al blocco della proposta di legge Lombardo – che prevede corsi di rianimazione obbligatori per gli studenti delle scuole superiori -, ha deciso di passare alle “maniere forti”: ha cominciato uno sciopero della fame che, promette, «si concluderà solo quando approveranno la legge. La palla ora è in mano loro».
Presentato un anno fa come “disegno di legge Bove” – in riferimento al giocatore della Fiorentina che fu colpito da un arresto cardiaco durante la partita con l’Inter del 1º dicembre 2024 e che fu salvato grazie alla tempestività dei soccorsi -, il provvedimento era stato accolto da un largo consenso che faceva pensare a una rapida approvazione. E invece no: la proposta si è impantanata in Parlamento e adesso, a quanto risulta a Damasco, «sembra che i cinque milioni di euro che servivano per finanziare i corsi non siano disponibili, il che significa che la legge rischia seriamente di non essere più fatta».
La situazione del primo soccorso nel nostro Paese, così com’è descritta dal presidente di Salvagente Italia, ha contorni drammatici: «Non si sa come prevenire né come intervenire nei casi di incidente nelle scuole, nei condomini e nelle aziende, tranne rari casi; mancano i defibrillatori, perché non c’è obbligo di legge al riguardo, a parte i centri sportivi».
Damasco ripercorre le tappe del suo impegno per la diffusione di strumenti idonei in Italia: «Uno dei nostri obiettivi è introdurre il primo soccorso nelle scuole come materia obbligatoria – spiega –. Bisogna imparare fin da bambini: già all’età di cinque anni, alle materne, possono imparare a chiamare un’ambulanza, a sette-otto anni sono in grado di fare una manovra di disostruzione su ragazzi di pari età e dalle medie in poi possono mettere in atto gli interventi giusti». Ovviamente bisogna insegnarglielo, cosa che viene fatta in molti Paesi europei ma non da noi, e neanche al quarto e quinto anno delle superiori, come il disegno di legge Bove prevederebbe. Sempre che si decidano ad approvarlo.
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