Dall’automobile allo spazio, passando per robotica e tecnologie della salute. John Elkann vede per Torino un futuro ancora costruito attorno ai distretti industriali, ma applicati ai settori emergenti. «Torino può ambire a essere un distretto nello spazio, ha tutte le potenzialità per esserlo», ha detto alla conferenza stampa di apertura di Wave by Vento alle Ogr. Per Elkann la città conserva una caratteristica che arriva direttamente dalla sua storia industriale: «Ha sempre avuto una fortissima spinta al futuro» e una particolare capacità di passare «dall’invenzione alla realizzazione».
A giocare a favore di Torino ci sono anche i quasi 100 mila studenti, il Politecnico e l’Università, capaci di attrarre giovani dall’Italia e dall’estero. «Se hai persone giovani che credono nel futuro e sono attrezzate dal punto di vista dell’educazione, questo permette di intraprendere e costruire». Ma Elkann indica anche un vantaggio molto concreto: i costi. Torino, spiega, «permette di operare a costi più bassi rispetto a Milano», restando però abbastanza vicina al capoluogo lombardo da poterne sfruttare relazioni e opportunità.
Il modello non è quello di una città che accentra tutto. Elkann cita Parigi e Londra, che tendono a «risucchiare» le attività dei rispettivi Paesi, e contrappone il modello italiano, più distribuito. «Più l’ecosistema italiano è forte nelle sue varie anime, più Torino ne beneficerà». E per spiegare cosa intende torna alla nascita dell’automobile. Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, ricorda Elkann, in Italia c’erano circa 200 società automobilistiche e più di cento erano a Torino. «Quello che è importante è avere la possibilità di creare. Ed è quello che sta accadendo».
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it






