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Nobel per la Letteratura 2026 alla poetessa canadese Anne Carson

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È la poetessa e saggista canadese Anne Carson a vincere il Nobel per la Letteratura del 2026. L’autrice, appena contattata dal comitato del Nobel per la notizia, si è detta molto sorpresa dal premio (anche se era tra le maggiori candidate, insieme con la scrittrice cinese Can Xue e l’australiano Gerald Murnane). Raggiunta al telefono mentre si trova in vacanza in Islanda, ha raccontato di aver risposto mentre era intenta ad ascoltare il vento in mezzo alla natura. L’Accademmia svedese ha deciso di premiarla “per la sua opera audace e creativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha dato vita a nuove forme per la letteratura contemporanea”.

Nata a Toronto il 21 giugno 1950, Carson ha studiato letteratura e filologia greca. Con una formazione da classicista e un interesse per la letteratura comparata, l’antropologia, la storia e le arti, fonde nella sua scrittura idee e temi provenienti da molti campi del sapere.

Fa spesso riferimento, modernizza e traduce la letteratura greca e latina antica – scrittori come Eschilo, Catullo, Euripide, Omero, Ibico, Mimnermo, Saffo, Simonide, Sofocle, Stesicoro e Tucidide. È anche influenzata da scrittori e pensatori più moderni, come Emily Brontë, Paul Celan, Emily Dickinson, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Friedrich Hölderlin, Franz Kafka, John Keats, Gertrude Stein, Simone Weil e Virginia Woolf. Molti dei suoi libri mescolano in varia misura le forme della poesia, del saggio, della prosa, della critica, della traduzione, del dialogo drammatico, della narrativa e della saggistica.

In Italia, l’opera di Carson è stata pubblicata per la prima volta nel 2010 (con Antropologia dell’acqua, pubblicata da Donzelli Editore), ma non è stato che all’inizio degli anni Venti che il mercato editoriale italiano ha iniziato a mostrare un serio interesse per la traduzione delle opere dell’autrice canadese. La sua opera saggistica è infatti in corso di traduzione italiana presso l’editore letterario Utopia.

Dal 1901 il premio è stato assegnato a 104 uomini e a 18 donne, considerando anche le edizioni in cui il riconoscimento è stato condiviso. La prima donna a riceverlo fu la svedese Selma Lagerlöf, nel 1909. Per gran parte del Novecento la presenza femminile è rimasta marginale, ma dagli anni Novanta la distanza si è progressivamente ridotta. Dal 2017 il premio è stato assegnato alternativamente a un uomo e a una donna. L’ultima vincitrice è stata Han Kang, nel 2024. Anche la provenienza geografica dei premiati sta cambiando. Nel XX secolo circa l’80% dei laureati era nato in Europa, negli Stati Uniti o in Canada. Nel XXI secolo la quota è scesa al 62%, mentre è aumentato soprattutto il peso dell’Asia.

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