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Luce e gas, tariffa fissa o variabile? La scelta che può farti risparmiare sulla bolletta

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MILANO. I forti rialzi del prezzo del petrolio si stanno riversando anche sulle bollette. Con l’aumento dei carburanti sono salite anche le tariffe dell’energia per la casa. Il timore è che possano arrivare altri incrementi. Molte famiglie sono corse ai ripari prima della fine dell’estate e hanno scelto una tariffa fissa per la luce e per il gas. In questo modo hanno bloccato i prezzi in vista di futuri rincari prima della stagione invernale. Con l’avvicinarsi del freddo, molto spesso i prezzi dell’energia crescono.

Bloccare i prezzi con una tariffa fissa può aiutare a contenere la spesa, soprattutto se la scelta viene fatta nel momento più opportuno, come, appunto, in estate, in vista dei maggiori consumi invernali. Non è però una strategia che garantisce sempre un risparmio: l’andamento dei prezzi può cambiare e non è detto che una tariffa fissa sottoscritta oggi si traduca in una bolletta più bassa.

«Un po’ come accade per i mutui, anche per le bollette di luce e gas non esiste una soluzione in assoluto migliore o peggiore tra tariffa a prezzo bloccato e indicizzata – dicono gli esperti di Facile.it –. In questo momento, le migliori tariffe a prezzo bloccato tendono a garantire un vantaggio economico immediato rispetto a quelle indicizzate e, al contempo, consentono di tutelarsi dagli ulteriori aumenti che il mercato si aspetta nei prossimi mesi».

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Per gli esperti, quando la situazione tornerà alla normalità e gli indici all’ingrosso riprenderanno a scendere in maniera stabile, sarà una buona occasione per tornare a valutare anche le tariffe indicizzate, così da beneficiare immediatamente dei ribassi. In ogni caso, sia per la fissa sia per l’indicizzata, è fondamentale scegliere attentamente il fornitore, perché nel mercato libero ci sono centinaia di offerte e, se si opta per quella sbagliata, si rischia di vanificare qualsiasi scelta.

C’è poi anche un altro aspetto da valutare. Quando si sceglie la tariffa della bolletta, non basta osservare le condizioni della tariffa fissa e di quella variabile. Occorre anche capire bene quali costi e spese vengono addebitati in fattura. Molto spesso è su questa voce che si gioca tutta la convenienza e non sul tipo di tariffa. Un confronto corretto dovrebbe quindi prendere in considerazione l’intera struttura dell’offerta.

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Non solo. Vanno considerati con attenzione anche i consumi. Non basta guardare soltanto il costo dell’energia espresso per kilowattora o per metro cubo. Facendo un esempio, una famiglia che consuma molta energia potrebbe preferire una tariffa fissa se vuole proteggersi da eventuali aumenti del prezzo: con consumi elevati, anche una piccola variazione del costo per kWh può infatti incidere sensibilmente sulla bolletta. In questo caso, bloccare il prezzo può offrire maggiore stabilità e rendere più prevedibile la spesa.

Al contrario, per una famiglia con consumi più contenuti oppure nel caso di una casa delle vacanze che viene utilizzata solo poche volte all’anno, una tariffa variabile potrebbe risultare più interessante, soprattutto in una fase di mercato caratterizzata da prezzi in calo. In questo caso, il consumatore può beneficiare delle riduzioni delle quotazioni, mentre l’impatto delle eventuali variazioni sulla spesa complessiva potrebbe essere più limitato.

Centrale è però la valutazione dei costi fissi in bolletta. La tariffa fissa in genere ha costi fissi (una specie di «abbonamento» che si paga mensilmente) che possono essere più alti rispetto alla formula variabile. Per fare un esempio concreto sul gas, in questi giorni un grande operatore di mercato propone una tariffa fissa con un prezzo della materia prima più basso, ma con un costo annuo fisso di 140 euro. La tariffa variabile offerta ha un prezzo dell’energia più alto. In questo caso, però, il costo fisso, vale a dire l’«abbonamento», si ferma a 64 euro annui, ossia meno della metà.

Insomma, ogni caso fa storia a sé e vanno fatti bene i conti in base ai consumi e alle quote fisse da pagare mensilmente. Chi ha consumi annui bassi potrebbe non trovare grandi benefici nel passaggio al fisso, a meno che i prezzi dell’energia non salgano alle stelle.

Alla fine, quindi, non esiste una tariffa che sia conveniente per tutti. La scelta tra fisso e variabile dipende dalle condizioni dell’offerta, dall’andamento del mercato e soprattutto dalle abitudini di consumo della singola famiglia.

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